lunedì 29 dicembre 2008

Masada: Live at Tonic (2001)


Recorded at Tonic live club, New York
You can always expect the unexpected to happen at a Masada concert, but when Masada plays at its home base Tonic, in the heart of New York’s Lower East Side everything just shoots right off the scale. One of the most exciting live bands performing two of their most incredible live sets ever to an electrically charged packed house at the most important new club for new music in the world. Nights like this are what New York is all about. One magical evening on two CDs - over two hours of music.


Tracklist:
Disc 1 (61:05)
1. Karaim
2. Ner Tamid
3. Acharei Mot
4. Kisofim
5. Jachin
6. Malkhut
7. Nashim

Disc 2 (79:39)
1. Lilin
2. Khebar
3. Galshan
4. Malkhut
5. Shevet
6. Shamor
7. Acharei Mot
8. Kisofim
9. Shechem

Total Time: 140:44

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


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sabato 27 dicembre 2008

Film Works X: In The Mirror Of Maya Deren (2001)


Maya Deren è un'attrice e regista, attiva fra gli anni '40 e '50, donna visionaria, piena di vita e di inventiva. Il documentario di Martina Kudlacek ha l'intento di ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita, segnata da pellicole sperimentali e lunghi viaggi nei quali ha approfondito culture di ogni tipo. Particolarmente interessata ai rituali religiosi haitiani e alle danze tradizionali dei luoghi esotici ed orientali, Maya ha lasciato un'impronta davvero forte nella scena underground, anche grazie agli intensi film muti che ha realizzato o lasciato incompiuti.
Da parte sua John Zorn, il quale si è preso la responsabilità di scrivere la colonna sonora per il documentario, ha riversato in cinquanta minuti tutto il suo affetto per l'immagine della Deren, dedicandole musiche davvero intense ed evocative che muovono dalla tradizione klezmer alla classica, con intervalli percussionistici ad opera di Cyro Baptista. Nonostante nel film queste musiche appaiano in misura molto contenuta, esse sono state giustapposte con cura nell'accompagnare le immagini di Maya, rispecchiandone la sincera sensualità. Come poche altre volte, le melodie di Zorn rimangono chiaramente impresse nella mente dell'ascoltatore, come le magnifiche versioni di “Kiev” e “Nostalgia”. Ancora una volta è il violoncello di Erik Friedlander a dominare lo scenario, con un tocco delicato che d'un tratto sa diventare straziante, accompagnato dall'inconfondibile pianoforte di Jamie Saft. Diventa impossibile non innamorarsi di certe composizioni, che questa volta possiamo considerare davvero irripetibili nella discografia di John Zorn.
Un Film Work toccante, immancabile.

Hypnotic, sensual and evocative music for Martina Kudlacek’s brilliant and detailed documentary on the life and work of underground film legend Maya Deren. Mixing myth and ritual with avant-garde dance and film techniques, Maya forged a creative language that continues to resound in the very best of today’s experimental artists. The music here moves from nostalgia to mystery, capturing the many moods of Maya’s life and art. Performed by Erik Friedlander, Jamie Saft and Cyro Baptista, In the Mirror of Maya Deren also features the unique piano stylings of John Zorn over three dreamy string arrangements. From Klezmer to classical, Haitian drumming to Indonesian gamelan, easy listening to minimalism, this score is one of Zorn’s most beautiful and touching listening experiences.


Tracklist:
1. Drifting 1 (2:13)
2. Dancing (5:12)
3. Kiev 1 [Piano] (3:57)
4. Teiji's Time (2:16)
5. Nostal Gia [Duo] (3:41)
6. Filming (5:51)
7. Mirror Worlds (1:50)
8. Nightscape (2:27)
9. Nostalgia 2 [Cello] (4:21)
10. Haiti (2:34)
11. Kiev 2 [Cello/Bass Drum] (4:42)
12. Voudoun (3:27)
13. Drifting 2 (2:22)
14. Kiev 3 [Cello] (4:41)
15. Drifting 3 (2:17)

Total Time: 51:51

Line-up:
- Erik Friedlander / cello
- Jamie Saft / keyboards
- Cyro Baptista / percussion
- John Zorn / piano


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martedì 23 dicembre 2008

Songs From The Hermetic Theatre (2001)


Arrivati al 2001 si era oramai convinti che Zorn si fosse impadronito di qualsiasi genere musicale: free-jazz, hardcore, musica da camera, rock, heavy metal, surf music, ambient, klezmer... Ebbene, ne mancava uno, l'elettronica: così nasce “Songs From The Hermetic Theatre”, un album che sin dal titolo ci avverte della sua complessità impenetrabile. Esso raccoglie 4 brani molto differenti tra loro, che al primo ascolto difficilmente potranno essere apprezzati, specie se siete neofiti. Personalmente, posso dire che questo è stato il secondo album di Zorn che ho affrontato, e già allora mi lasciò di stucco l'ermetismo di questi pezzi. E' necessario perciò concedergli più d'un ascolto, se si ha l'intento di svelarne il segreto.
“American Magus”, brano d'apertura dedicato all'artista Harry Smith, è la prima composizione totalmente elettronica dell'autore. Un quarto d'ora di concatenazione sonore innaturali, che un regolare ascoltatore di musica sperimentale troverà di certo interessanti, nonostante la ripetitività di fondo.
Segue “In The Very Eye Of The Night”, che rientra invece nella classificazione “computer music”. Dopo una breve registrazione della voce di Maya Deren (cui sarà dedicato il successivo Filmwork), si apre di fronte a noi un tappeto sonoro di bassi rombanti, solleticato da fruscii e leggere ventate trillanti. Questo brano racchiude in sé tutto l'ermetismo di questo album, il cui mistero si infittisce un minuto dopo l'altro.
Ancora un episodio elettronico, ma contenente suoni sempre più violenti e spigolosi. Qualcuno ha saggiamente detto che pare inscenare il “suicidio di un computer”, o al limite un inquietante cortocircuito. Passano così altri 10 minuti da incubo tecnologico, sconvolgenti nella loro forma di tortura.
“Beuysblock”, con la sua introduzione di violino, pare venirci lentamente incontro dopo un supplizio che sembrava non finire mai. E' la splendida chiusura del teatro ermetico. Suoni di oggetti comuni accompagnano frasi altrettanto spaventose di pianoforte. Immagini di tutti i giorni diventano sinistri presagi: fogli accartocciati, forbici, acqua che scorre, e di nuovo quel violino. E' finita, ma il ricordo non se ne va così facilmente.
Quasi tutto ciò che sentite in questo album è opera delle mani di Zorn stesso, e si sente. Queste “songs” hanno la firma inconfondibile dell'artista, fanno paura da quanto sono dirette. A quanti di voi piacerà questo disco? Molto pochi, senza dubbio. La spiegazione è semplice: con il “teatro ermetico” non possiamo più parlare di musica, siamo passati senza alcun dubbio all'arte contemporanea. E' l'unica motivazione per cui questo album non ha limiti, spinge l'ascoltatore ad odiarlo, a rivenderlo, a non sentirne più parlare. Arte, pura e semplice arte.
Suona strano, dopo tutta la buona musica cui Zorn ci ha abituati. Ma credo di poter ritenere “Songs from the Hermetic Theatre” un capolavoro, al cui interno si consuma una tragedia silenziosa che pochi avranno il coraggio, e l'onore, di vedere.

In March 2001 Zorn entered the recording studio to create four very different compositions. American Magus is Zorn's first piece of purely electronic music, and it is dedicated to the underground innovator Harry Smith, whose legendary paintings, groundbreaking films, eclectic collections (ranging from Ukranian Easter eggs, string games, found paper airplanes to cassettes of New York City ambiences) and encyclopedic mind has continued to excite, confound and inspire artists worldwide. BeuysBlock, a bizarre meditation on the work of conceptual/performance artist Joseph Beuys, is scored for piano, string orchestra and an incredible array of homemade sound devices, all performed by Zorn himself. Also included is Zorn's tribute to Maya Deren, dancer, filmmaker, authority on Haitian voodoo and one of the most important and influential figures in the New York underground and the mindbending sonic hieroglyphs of Codebreaker, Zorn's first piece of computer music. An essential collection of dialogues from one generation of the underground to another.


Tracklist:
1. American Magus (14:10)
2. In The Very Eye Of Night (11:21)
3. The Nerve Key (9:36)
4. Beuysblock (16:14)

Total Time: 51:21

Line-up:
- John Zorn / electronic and computer music, piano, maracas, whistle, flute, bass, water, drum, flute, glass bowl, metal pipes, wax paper, mud, staple gun, etc.
- Jennifer Choi / violins


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sabato 20 dicembre 2008

Madness, Love and Mysticism (2001)


Se parliamo di musica da camera nel contesto musicale di John Zorn, sappiamo di doverci aspettare qualcosa sopra le righe, molto spesso di poco accessibile, quasi sempre di eclatante. “Madness, Love and Mysticism” non delude i nostri pregiudizi, e ci presenta una tracklist essenziale di cui godersi ogni singolo istante. Tre pieces furibonde, maledette, sublimi al limite dell'immaginazione.
Il primo brano, “Le Mômo”, equivale ad un quarto d'ora per piano e violino, rispettivamente di Stephen Drury (“Angelus Novus”, “Aporias”) e Jennifer Choi (comparsa nel precedente “The Gift”). Incredibile l'affiatamento dei due artisti, le cui note si susseguono incessanti, togliendo letteralmente il fiato. A detta di Zorn stesso, uno dei pezzi organizzati più rigorosamente in tutta la discografia. Melodie sempre in bilico tra l'oscuro e il goliardico, capaci di lasciare il segno già dal primo ascolto. In assoluto uno dei picchi più elevati del grande compositore.
“Untitled” è un visionario pezzo per solo violoncello, ovviamente affidato al grande Erik Friedlander, che dà definitivamente prova del suo virtuosismo, ma sempre pervaso da una grande sensibilità per il suono dello strumento. Sempre più fremiti nell'arrivare alla prima mezz'ora del disco.
Infine, i tre musicisti si riuniscono in un solo pezzo dedicato, come da titolo, all'amore disperato e folle. Certamente il brano meno facile dei tre, ma che sa ancora stupire per la sua accuratezza e passione esecutiva. Gli ultimi 20, gloriosi minuti di questa nuova raccolta. Una vera gemma, complessivamente rientrante nelle migliori prove di Zorn. Un'opera di grande maturità artistica, a conferma della fantasia inarrestabile di questo genio.

Definitive performances of three dynamic new chamber pieces pushing the boundaries of virtuosity and intensity. Le Mômo, for violin and piano is a work of extremes, a ritual about exorcism and possession inspired by the works of visionary 20th Century shaman Antonin Artaud. Untitled, dedicated to Joseph Cornell, the hermetic New York artist whose delirious box constructions mix innocent nostalgia with uncomfortable personal obsessions, is a tour de force for solo cello brilliantly performed by Erik Friedlander. The piano trio Amour Fou explores love—obsessive love, mad love, doomed love in a compendium of moods ranging from Buñuel to Bataille, Scriabin to Messiaen. A mysterious and romantic new direction from John Zorn.


Tracklist:
1. Le Mômo (16:21)
2. Untitled (15:27)
3. Amour Fou (20:14)

Total Time: 52:02

Line-up:
- Jennifer Choi / violin
- Erik Friedlander / cello
- Stephen Drury / piano


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martedì 16 dicembre 2008

Music Romance Vol. III: The Gift (2001)


Il terzo (e finora ultimo) volume di “Music Romance” è un gioiello per gli intenditori e una boa di salvataggio per chi ancora annaspa nella discografia più complessa di Zorn. “The Gift” è puro easy listening, davvero per chiunque: atmosfere sempre rilassanti, delicate e rasserenanti, che lasciano dimenticare gli incubi evocati da “Painkiller” e “Naked City”.
Le tracce di questo album sono fortemente ispirate dalla musica surf e in generale la world music più esotica. Niente più noise, niente hardcore a tutto spiano, solo vastissime spiaggie assolate e mare a perdita d'occhio. Su tutti, l'incanto della chitarra di Marc Ribot e le percussioni di Cyro Baptista compiono il miracolo di una raccolta melodica che va dritta al cuore. Non sarà l'inquietante “Bridge To The Beyond” a farvi cambiare l'idea complessiva che vi sarete fatti di questo eccezionale capitolo.
Dopo tanti anni, Zorn si prende una sorta di vacanza compositiva, e fa a tutti un vero e proprio “regalo” in forma musicale. Grazie.
E buon Natale a tutti voi!

A beautiful and lyrical exploration of surf, exotica, easy listening and world beat, The Gift is an honest and heartfelt offering to music lovers the world over: an invitation to forget about the worries and cares of the world; to sit back and relax. Featuring Marc Ribot (Postizos), Trevor Dunn (Mr. Bungle), Cyro Baptista (Herbie Hancock), Jamie Saft (Bobby Previte), Joey Baron (Masada) and many special guests, this is the album Naked City fans have been waiting for. A side of John Zorn you’ve rarely heard, the music of The Gift is both relaxing and stimulating, like feeling perfectly at home in a place you’ve never been before. John Zorn "for lovers only."
Merry Christmas everybody, here's your "gift"!


Tracklist:
1. Makahaa (5:18)
2. The Quiet Surf (3:15)
3. Samarkan (6:39)
4. Train To Thiensan (3:52)
5. Snake Catcher (6:30)
6. Mao's Moon (5:17)
7. Cutting Stone (7:08)
8. La Flor del Barrio (3:10)
9. Bridge to the Beyond (5:30)
10. Makahaa (reprise) (4:34)

Total Time: 51:23

Line-up:
- Marc Ribot / guitar (1-5, 8-10)
- Jamie Saft / organ (1, 10), Wurlitzer piano (2, 3, 5, 7), piano (6), keyboards (4)
- Trevor Dunn / bass (1-5, 8-10)
- Cyro Baptista / percussion (1-7, 9, 10)
- Joey Baron / drums (3, 4, 6, 8, 10)
- Ned Rothenberg / shakuhachi (3)
- Dave Douglas / trumpet (6)
- Jennifer Choi / violin (2, 6)
- Masumi Rostad / viola (6)
- Raman Ramakrishnan / cello (6)
- Greg Cohen / bass (6)
- Mike Patton / voice (9)
- John Zorn / piano, theremin (9)


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sabato 13 dicembre 2008

Film Works IX: Trembling Before G-d (2000)


A tre anni di distanza dall'ottavo capitolo della serie Filmworks, Zorn scende nuovamente nel campo cinematografico con una colonna sonora davvero unica per un film altrettanto particolare: un documentario sulla comunità omosessuale di cultura ebraica, che cerca di conciliare la propria fede con questa scelta di vita.
La principale attrattiva di questo score è la line-up davvero essenziale: tastiere da parte del grande Jamie Saft e clarinetto (Chris Speed), i quali collaborano in quasi tutti i brani, tranne quelli dove compare solo il pianoforte o dove si aggiungono le percussioni (Cyro Baptista). Un'atmosfera davvero delicata, perfetta nella sua semplicità.
Altra caratteristica interessante è la presenza nella tracklist di alcuni pezzi tratti dal primo libro di Masada, qui reinterpretati dai due musicisti di cui sopra. Una scelta che, oltre ad arricchire l'atmosfera secondo il tema trattato, può sorprendere chi ricorda bene quelle famose melodie del quartetto free-jazz. Per più di un'ora, le composizioni di Zorn ci accompagnano ancora una volta nell'universo israelita, ammaliandoci dall'inizio alla fine. Un'altro magnifico tassello di questa ricchissima serie.

Zorn’s first soundtrack in three years is a dark and moody setting for a controversial documentary about the Gay Hasidic community. The score for Trembling Before G-d features two of the most inventive and creative musicians out of the burgeoning Brooklyn scene: Jamie Saft on organ and piano and Chris Speed on clarinet, with a special guest appearance by Filmworks regular Cyro Baptista. Over sixty minutes of beautiful and haunting Jewish music, including several pieces from Zorn’s popular book of Masada compositions.


Tracklist:
1. Trembling Before G-d (2:25)
2. Mahshav [Solo Piano] (5:01)
3. Tashlikh (4:26)
4. Yechida (0:54)
5. Idalah-Abal (7:49)
6. Simen Tov / Mazel Tov (1:25)
7. Sholom Aleichem (1:12)
8. Notarikon (4:11)
9. Maskil (3:25)
10. Trembling Before G-d [Solo Organ] (2:51)
11. Mahshav [Duo] (8:26)
12. Desert Montage (1:45)
13. Kaporeh (2:18)
14. Tashlikh [Fast] (2:18)
15. Nigun (2:02)
16. Trembling Before G-d [Intro] (3:13)
17. End Titles (6:01)
18. Kaporeh [Solo Piano] (4:18)

Total Time: 62:21

Line-up:
- Jamie Saft / keyboards
- Chris Speed / clarinets
- Cyro Baptista / percussions (12, 17)
- John Zorn / voice (6)


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mercoledì 10 dicembre 2008

Cartoon S&M [Chamber Music] (2000)


Un doppio disco per intenditori e collezionisti, se vogliamo. “Cartoon S&M” è ambientato in Olanda, dove Zorn ha assoldato alcune delle migliori ensemble europee per registrare in pompa magna le sue chamber pieces più emozionanti.
La prima parte, “Cartoon”, contiene brani di composizione più “ardita”, cioè più tendenti alla forma sfrenata/scherzosa dei primi game pieces. Zorn stesso dichiara di essere stato ispirato principalmente da Carl Stalling, che ha musicato molti cartoni animati di Bugs Bunny e Daffy Duck. Questo primo disco contiene brani già apparsi su “The string quartets” e “Angelus Novus”, ma in un contesto quasi più professionale. E' forse questa la forza del doppio album: talvolta si ha davvero l'impressione di ascoltare una registrazione di musica classica nell'accezione più ristretta del termine. Ciò è decisamente evidente in “Karny” (per solo piano) e “Kol Nidre” (per quartetto d'archi).
Il “secondo tempo”, per così dire, risponde alla categoria “S&M”, quindi i pezzi più misteriosi, forse anche i più ostici creati da Zorn. Su tutti l'ormai leggendaria “Memento Mori”, summa dell'intera opera cameristica del grande compositore. A conclusione del tutto ci aspetta un'inedita versione di “Kol Nidre” per quartetto di clarinetti.
Se non avete confidenza con i dischi di John Zorn, al momento questo disco non fa per voi. Può essere al limite un buon passo per fare ingresso in questo genere già affrontato più volte nel corso della discografia. Per i veterani, qualcosa che già aveva del magnifico, si ripresenta allo stato sublime. La raccolta da camera definitiva per questo artista.

Passionate performances of John Zorn’s exciting chamber music by some of the greatest European classical masters. Divided into light and dark, with one CD of quirky cutup compositions influenced by (among many other things) cartoon music and another from Zorn’s S/M "Torture Garden" period. Both CDs conclude with different versions of Zorn’s Jewish standard Kol Nidre including the world premiere recording of his version for clarinet quartet. Beautifully produced by Dutch master musicologist Gert-Jan Blom.


Tracklist:
Disc 1 (Cartoon)
1. Cat O' Nine Tails
2. Carny
3. For Your Eyes Only
4. Kol Nidre (string quartet)

Disc 2 (S&M)
1. The Dead Man: Vars
2. The Dead Man: Sons
3. The Dead Man: Manifesto
4. The Dead Man: Fanfare
5. The Dead Man: Meditation
6. The Dead Man: Rondo
7. The Dead Man: Romance
8. The Dead Man: Blossoms
9. The Dead Man: Fantasy
10. The Dead Man: Folio
11. The Dead Man: Nocturne
12. The Dead Man: Etude
13. The Dead Man: Prld
14. Music For Children15. Memento Mori
16. Kol Nidre (clarinet quartet)

Line-up:
The Asko Ensemble with Stephen Ashbury conducting
- The Mondriaan Quartet
- Erno Hartsuiker
- Ina Hesse
- Rick Huls
- Arnold Marinissen
- Tomoko Mukaiyama
- Niek Wijns


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domenica 7 dicembre 2008

Xu Feng [Game Pieces Vol. 1] (2000)


Zorn decide, sulla soglia del nuovo secolo, di rispolverare il meglio dei suoi game pieces composti fra il 1977 e il 1989. Il primo volume viene destinato a questo “Xu Feng”, ciò che di più lontano possiamo immaginare rispetto a lavori come “Pool” o “Archery”: un disco dove improvvisazione e composizione millimetrica si fondono in un mix quasi irriconoscibile da quanto si presenta solido. Grazie ad una line-up di eccellenti musicisti (tre strumenti alternati fra due musicisti per ognuno), su tutti un inarrestabile Dave Lombardo alla batteria, i 74 minuti di questo colosso sono tutti da godere. La creatività e la brama di avanguardia non fanno che guadagnarci: ogni brano è a suo modo travolgente, veloce e adrenalinico. Zorn intende infatti evocare, sin dal titolo, le scene d'azione dei film con l'attrice Xu Feng, esperta in arti marziali: all'”azione sonora” si aggiunge infatti un sapore orientale che può ricordare i Koenji Hyakkei come gli Happy Family (di stampo Zeuhl).
Questa raccolta di “game pieces” (uno indipendente dall'altro) composti subito dopo lo storico “Cobra”, è uno dei massimi esempi dell'eclettismo musicale di John Zorn. Un disco sfrenato per palati non necessariamente raffinati. Un'occasione anche per chi non ama i lavori più ostici dell'autore. Bellissimo.

This exciting release initiates a new series of CDs documenting the best of John Zorn’s infamous game pieces. Composed largely between 1977 and 1989, these pieces harness improvisers in complex compositional formats, combining the unpredictable edge of improvisation with the structural integrity of written composition. Xu Feng was composed immediately after Zorn’s most well-known game piece Cobra and is the most dynamic and fast-paced of them all. Intense and violent, and featuring an extraordinary band of Tzadik all-stars, Xu Feng captures the exciting Kung-fu action of the Chinese Martial Arts actress for which the piece is named.


Tracklist:
1. The Valiant Ones (10:13)
2. The Fate of Lee Khan (8:57)
3. Legend of the Mountain (4:01)
4. The Assassins (2:32)
5. Dragon Gate Inn (5:26)
6. The Beauty of Yang Hui-Chen (10:43)
7. Trouble at Spring Inn (6:25)
8. Hidden Fortress (7:50)
9. Hsia Nu (7:34)
10. Raining in the Mountains (5:32)
11. A Touch of Zen (4:11)

Total Time: 74:34

Line-up:
- Chris Brown / electronics
- Dave Lombardo / drums
- Fred Frith / guitar
- John Schott / guitar
- David Slusser / electronics
- William Winant / percussion


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giovedì 4 dicembre 2008

Masada: Live In Sevilla (2000)


Recorded in Seville, Spain

Beautifully recorded by Sevilla’s La Tirana recording unit just two months ago, Masada’s concert in Sevilla is a remarkable string of special moments from beginning to end—a perfect balance of mind, heart and balls. Intense, tender, beautiful, exhilarating, over the top, featuring plenty of the telepathic group interaction and attention to detail that has become Masada’s trademark and some outrageous solo excursions by all four members, (including a show-stopping seven minute drum solo by Joey Baron), this is a must-have for all fans of acoustic jazz and one of Masada’s best concerts ever.


Tracklist:
1. Ne’eman (13:00)
2. Katzatz (5:09)
3. Hadasha (11:11)
4. Beeroth (7:30)
5. Yoreh (10:09)
6. Hazor (6:48)
7. Nashon (10:11)
8. Lakom (5:24)
9. Bith Aneth (9:35)

Total Time: 79:02

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


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lunedì 1 dicembre 2008

Masada: Live In Middelheim (1999)


Recorded in Antwerp, Belgium
Crossing the Atlantic to meet in Belgium for the first time in almost six months, and going their separate ways less than twenty hours later, Masada’s concert in Middleheim was under pressure from the beginning. Reaching full-out intensity in the first thirty seconds of their very first piece, this is Masada at their wildest—simultaneously out of control and yet intensely focused like a laser beam. "I felt like a squirrel being dragged behind a Mack truck." — Greg Cohen. Beautifully recorded by the Belgian radio.

Tracklist:
1. Nevuah (9:50)
2. Sippur (3:22)
3. Hath-Arob (5:22)
4. Kedushah (6:55)
5. Ne'eman (13:07)
6. Karet (2:05)
7. Kochot (4:59)
8. Piram (12:10)
9. Paran (6:02)
10. Ashnah (7:21)
11. Tahah (7:27)

Total Time: 78:31

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


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venerdì 28 novembre 2008

Music Romance Vol. II: Taboo And Exile (1999)


La formula della serie Music Romance oramai è ben chiara: ciò che Zorn vuole ottenere è un “mélange” di generi che prescinde da un qualsiasi filo logico ben individuabile, tranne quello del puro eclettismo. E se il primo episodio, “Music for children”, poteva avere come limite la scarsa accessibilità di alcuni pezzi, non si può dire lo stesso di questo “Taboo & Exile”, un ascolto che dire intrigante è riduttivo.
Il disco nasce da un ritmo tribale, ad opera del grande Cyro Baptista, accompagnato da organo (Jamie Saft) e trio d'archi di impronta jazz, un accostamento che brilla di originalità e passione. Segue qualcosa di totalmente differente: un rock acido e distorto che ricorda i tempi “crimsoniani” dell'album “Red” (1974), grazie alle leggendarie chitarre di Marc Ribot e Fred Frith. Il terzo brano salta con disinvoltura al klezmer puro, ovviamente a opera dell'inarrestabile Masada String Trio. Poi si ritorna ad un pezzo per sole percussioni dal suono piuttosto corposo (assieme a Baptista troviamo Joey Baron). Segue un piccolo frammento hard-blues, cantato (o meglio urlato) da Mike Patton. Di nuovo un ritorno al free-jazz/klezmer del brano d'apertura, con la stessa line-up, ma con sfumature più delicate. Il settimo brano vede nuovamente i due chitarristi affiancati da Bill Laswell (basso) e Dave Lombardo (batteria), in uno strano connubio fra ambient e rock acido, nuovamente alla maniera dei King Crimson di “Moonchild” o “Providence”. Un altro splendido pezzo per il Masada String Trio, prima di un'altra svolta decisiva del tono: un classico surf-rock, di cui Zorn farà uso soprattutto nel successivo capitolo della serie, “The Gift”; un brano molto piacevole, per un genere che va preso a piccole dosi per emozionare. Il decimo brano ha la stessa line-up del settimo, ma con l'aggiunta di un prorompente Zorn al sassofono, che dà quel tocco in più di sapore noise: ci voleva. “Oracle” è un enigmatico pezzo per violoncello, organo e percussioni. L'ultimo brano è invece una conclusione più “world”, simile all'inizio del disco.
Che altro dire? Un magnifico “all-star record”, probabilmente il migliore della serie Music Romance. Da non perdere.

Not since the early days of Naked City has there been a CD as remarkably varied and at the same time as enjoyable as Taboo and Exile. Running the gamut of styles from moody exotica, hardcore punk, classical, jazz, surf, world music and more, this second volume of this new Music Romance Series features twelve new Zorn compositions performed by the very best of today’s musical visionaries: guitar heroes Marc Ribot, Fred Frith and Robert Quine, bass renegade Bill Laswell, percussion masters Joey Baron, Dave Lombardo and Cyro Baptista, the Masada String Trio and vocalists Mike Patton and Miho Hatori, among others. For lovers of music in all its various mutations.


Tracklist:
1. In The Temple Of Hadajarim (5:12)
2. Sacrifist (4:50)
3. Mayim (3:27)
4. Koryojang (6:21)
5. Bulls Eye (1:08)
6. Zeraim (6:19)
7. Thaalapalassi (10:21)
8. Makkot (2:59)
9. A Tiki For Blue (6:59)
10. The Possessed (6:17)
11. Oracle (4:24)
12. Koryojang (2:25)

Total Time: 61:16

Line-up:
- Cyro Baptista / percussion (1, 4, 6, 11, 12)
- Joey Baron / percussion (4, 12)
- Sim Cain / drums (5)
- Greg Cohen / bass (1, 3, 6, 8, 9)
- Mark Feldman / violin (1, 3, 6, 8)
- Erik Friedlander / cello (1, 3, 6, 8, 11)
- Fred Frith / guitar (2, 7, 10)
- Miho Hatori / voice (11)
- Bill Laswell / bass (2, 7, 10)
- Dave Lombardo / drums (2, 7, 10)
- Mike Patton / voice (5)
- Robert Quine / lead guitar (5)
- Marc Ribot / guitar (2, 5, 7, 9)
- Roberto Rodriguez / percussion (9)
- Jamie Saft / organ (1, 6, 9, 11)
- Chris Wood / bass (5)
- John Zorn / saxophone (10)


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martedì 25 novembre 2008

Prelapse (1999)


with Prelapse

Questo album del 1999 vede John Zorn al fianco di una band emergente, i Prelapse, suoi collaboratori già nel disco “Music For Children”. Oltre ai brani composti dalla band, “Prelapse” contiene anche alcuni frammenti che Zorn aveva composto per i suoi Naked City. Ma nel complesso si può dire che, rispetto agli altri, sono un po' inferiori per godibilità.
I Prelapse sono una scarica di energia, con sonorità vicine all'hardcore quanto al progressive metal, e ciò che ne risulta è qualcosa di piuttosto gustoso per chi sa apprezzare il genere. I vocalizzi di Mason Wendell sono un ottimo connubio tra le grida di Yamantaka Eye e le follie di Mike Patton; gli altri musicisti sono tutti ugualmente notevoli, affiancati inoltre da Zorn stesso al sax.
Un esperimento molto ben riuscito, che purtroppo andrà rapidamente fuori stampa, oltre a non avere alcun successore. Un vero peccato. Non fate l'errore di perdervi questa chicca.


Prelapse is an album by the Boston-based band of the same name featuring John Zorn. The album was recorded in 1997 and released on the Japanese Avant label in 1999: it also features 10 tracks originally written by Zorn for the band Naked City. The band came to Zorn's attention after transcribing several Naked City compositions on "Music for Children".


Tracklist:
1. Menstrual Mystery Meat (0:57)
2. Alarms(3:28)
3. Corkscrew (0:45) [*]
4. Mintcrumb Rosette (3:30)
5. Slingshot (0:55)
6. Blood Sucking Freaks (1:26) [*]
7. Screwball (0:43) [*]
8. Cold (2:54) [*]
9. Message for Alex Part 1 (0:52)
10. Lachrym (3:29)
11. 545: Mystery Hole (2:29)
12. Leper Sap (2:32)
13. Spectres of Bird (1:00) [*]
14. Basketcase (0:39) [*]
15. Fat Neck, No Neck (6:14)
16. Message for Alex Part 2 (0:47)
17. Drag (3:12)
18. Bug Skull (0:29) [*]
19. The Shrike (1:16) [*]
20. Pools of Urine (2:11)
21. Bloodbath (0:39) [*]
22. Purged Specimen (1:30) [*]
23. Coda (0:16) [*]

[*] tracks composed by John Zorn

Total Time: 49:00

Line-up:
- Alex Lacamoire: keyboards
- Rev. Mason Wendell: bass, vocals
- Dane Johnson: guitar
- Andy Sanesi: drums
- Jeff Hudgins: alto, clarinet
- John Zorn [*]: alto


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sabato 22 novembre 2008

Godard/Spillane (1999)


Le due suite che danno nome a questa raccolta sono gli esempi più puri della tecnica “file-card” di John Zorn compositore: questa tecnica consiste nel trascrivere frammenti musicali su carte, per poi riordinarle in modo più o meno logico, sino a formare un unico brano estremamente evocativo.
Il primo brano apparve per la prima volta nella raccolta “The Godard Fans: Godard ça vous chante?” (1986), fuori stampa già allora da un decennio. Si tratta perciò di un tributo al regista Jean-Luc Godard, cui Zorn è molto legato in senso artistico. Egli crea perciò un intenso collage sonoro, inframmezzato da parlati in lingua francese, con le musiche eseguite da Anthony Coleman, Bill Frisell, Bobby Previte e altri eccelsi artisti. Talvolta delicata, talvolta prorompente, la suite “Godard” è perfettamente in linea con lo stile che caratterizzerà la successiva.
“Spillane” infatti è stata incisa su disco nel 1986, e per i fan del compositore non ha alcun bisogno di presentazioni. Il disco dallo stesso titolo è stato uno dei maggiori successi commerciali e di critica per Zorn, il quale decide di riproporci questo splendido brano in versione rimasterizzata. Ed è sempre un brivido riascoltare quelle storiche note, ordinate saggiamente per formare un complesso sbalorditivo. (Per chi si fosse perso questa storica pubblicazione, si consiglia vivamente di recuperarla)
L'ultimo è un piccolo brano natalizio, apparso sulla compilation “Joyeux Noel – Merry Christmas Everybody!” (1987), anch'essa fuori stampa da molto. Si tratta di un breve medley creato sempre con la tecnica “file-card”, ma le atmosfere sono decisamente più orecchiabili delle precedenti. Un simpatico completamento di questa raccolta di brani eccezionali.
L'occasione perfetta per riprendere in mano due pezzi pressoché introvabili di Zorn, e anche di riassaporare la mitica suite di “Spillane”. Tutto eccellente.

Two of Zorn’s most influential compositions, one long out of print, now sound better than ever in this newly remastered critical edition, complete with detailed notes, session photos, reminiscences and more. A lot has been written about Zorn’s "file card" compositions, of which Godard and Spillane are the first and purest examples. Described as "aural movies," these exciting tributes to the life and work of two of the world’s most original and infamous artists feature many of Zorn’s most important musical colleagues: Bill Frisell, Fred Frith, Bobby Previte, Anthony Coleman, Christian Marclay, John Lurie, and Richard Foreman among others. Essential Zorn from the mid ’80s. Also included as a bonus: the rare and delightful Christmas track Blues Nöel.


Tracklist:
1. Godard (18:49)
2. Spillane (25:24)
3. Blues Nöel (5:53)

Total Time: 50:05

Line-up:
- Anthony Coleman / Piano, Organ, Celeste, Harpsichord (1, 2, 3)
- Carol Emanuel / Harp (1, 2)
- Bill Frisell / Guitars, Banjo (1, 2)
- Christian Marclay / Turntables (1)
- Bobby Previte / Drums, Percussion (1, 2) Timpani (2)
- David Weinstein / Sampling, Keyboards (1, 2, 3)
- John Zorn / Reeds, French Narration (1) Alto Sax (2, 3) Clarinet (2)
- Luli Shioi / Voice, Japanese Narration (1)
- Richard Foreman / English Narration (1)
- David Hofstra / Bass, Tuba (2)
- Bob James / Tapes, Compact Discs (2)
- Jim Staley / Trombone (2)
- John Lurie / Voice of Mike Hammer (2)
- Robert Quine / Voice of Mike Hammer's Conscience (2)
- Michael Blair / Percussion, Voice (3)
- Fred Frith / Guitars, Bass (3)
- Ikue Mori / Drum Machine, Voice (3)


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mercoledì 19 novembre 2008

The String Quartets (1999)


Questo album ha l'onore di essere il primo a raccogliere i quartetti d'archi di Zorn, tre dei quali originariamente commissionati dal Kronos Quartet. La visionarietà delle composizioni, unita alla strabiliante performance del quartetto “DeSade” (Hammann / Feldman / Martin / Friedlander) rende questo disco, oltre che indimenticabile, assolutamente unico nella discografia del nostro beniamino. Zorn decide di spingersi oltre ogni limite consentito, e la forma quartetto gli permette di mettere in luce quella che, a detta sua, è sempre stata la sua maggiore fonte di ispirazione: la musica classica.
I primi tredici minuti, ovvero il brano “Cat O' Nine Tails” (1988), sono già di per sé spiazzanti: non c'è un istante di respiro, le corde dei violini vengono massacrate in fraseggi inquietanti, alternati con pizzicate enigmatiche. Una vera furia, che si acquieta a fatica solamente nel terrificante finale.
Seguono i tredici frammenti del secondo pezzo (pare che in origine fossero delle “miniature” hardcore, successivamente adattate per quartetto d'archi): Zorn immagina “The Dead Man” (composto nel primo periodo dei Naked City) come una sorta di “colonna sonora” a brevi scene sadomaso, e l'ascoltatore non farà certo fatica a crederci. C'è una passione insana in questi piccoli brani, giustamente contrassegnati da diversi termini di riconoscimento: non vi è infatti uno soltanto dei 13 pezzi che somigli ad un altro, ognuno di essi escogita nuovi sentieri espressivi, veramente appassionanti.
Le cose si complicano, e non poco, col brano “Memento Mori” (1992), dedicato all'artista Ikue Mori, e dichiarato da Zorn stesso un pezzo di difficile ascolto. Esso dura ben 30 minuti, durante i quali le variazioni di tono si sprecano: si incomincia con una melodia appena udibile, per passare ad un triste fraseggio di violino, per poi esplodere in una breve eruzione di suono. L'imprevedibilità è ai massimi livelli in questa poderosa suite, che Zorn rivelerà essere autobiografica, costruita su temi quali l'amore perduto e la triste esistenza dello studente. Un brano dunque che proviene direttamente dal più profondo dell'animo, sebbene notevolmente “ermetico”. Ciononostante rimane tuttora uno dei traguardi più importanti di tutta la sua carriera.
Il brano conclusivo, “Kol Nidre” (1996), non commissionato, costituisce la dimensione più spirituale di questi esplosivi quartetti: lontanamente ispirato alle sonorità ebraiche, si tratta del pezzo più accessibile della raccolta, funereo ma emozionante dall'inizio alla fine. Una melodia minimale che ci sembrerà finire troppo presto, dopo la concentrazione cui ci hanno sottoposto le suite precedenti.
“The String Quartets” può essere definito un “capolavoro per pochi”, quei pochi che da sempre considerano Zorn un genio, senza riserve.

At last all four of Zorn's infamous compositions for string quartet are available on CD! Originally commissioned by the world-renown Kronos Quartet, three of these pieces are recorded here for the first time. From the cartoon/montage qualities of the popular "Cat O'Nine Tails," to the S/M poetry of "The Dead Man," the hermetic philosophy of "Memento Mori" and the spiritual transcendence of "Kol Nidre," these four quartets take on and challenge the tradition of classical string quartets from Beethoven, Bartók, Webern, Carter and Ferneyhough, forging an exciting new world of their own. Performed by an exciting new quartet of Zorn veterans and new music virtuosos, Zorn's unique compositional voice shines like never before.


Tracklist:
1. Cat O' Nine Tails (13:56)
2. The Dead Man: Variations (1:04)
3. The Dead Man: Sonatas (0:41)
4. The Dead Man: Manifesto (0:49)
5. The Dead Man: Fanfare (0:56)
6. The Dead Man: Meditation (0:53)
7. The Dead Man: Rondo (0:47)
8. The Dead Man: Romance (0:30)
9. The Dead Man: Blossoms (1:07)
10. The Dead Man: Fantasy (0:52)
11. The Dead Man: Folio (1:15)
12. The Dead Man: Nocturne (1:38)
13. The Dead Man: Etude (0:40)
14. The Dead Man: Prelude (1:22)
15. Memento Mori (29:22)
16. Kol Nidre (8:23)

Total Time: 64:15

Line-up:
- Mark Feldman / 2nd violin, 1st violin (1)
- Erik Friedlander / cello
- Joyce Hammann / 1st violin
- Lois Martin / viola


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domenica 16 novembre 2008

Masada: Live in Taipei, 1995 (1998)


Recorded at the Crown Theatre in Taipei (Taiwan)

Of all the concerts Masada has performed in the past six years, their run in Taipei stands out as perhaps their most exciting. Everyone was on fire during those nights and the excitement generated by the audience seemed to feed the band to a magical level of creativity and inspiration. Masada’s live shows have become legendary, but none more than these three extraordinary shows recorded at Crown Theater in Taiwan’s capital city of Taipei. An absolutely essential document of one of the world’s most exciting working bands.


Tracklist:
Disc 1 (73:34)
1. Gevurah (12:38)
2. Ach'shaph (2:41)
3. Mahshav (7:09)
4. Shebuah (12:06)
5. Shilhim (2:45)
6. Idalah-abal (8:25)
7. Mikreh (10:45)
8. Yoreh (7:42)
9. Tekufah (9:17)

Disc 2 (73:02)
1. Debir (9:17)
2. Sheloshim (8:11)
3. Katzatz (2:47)
4. Hadasha (11:21)
5. Lachish (2:25)
6. Midbar (9:08)
7. Evel (5:46)
8. Hafla'ah (6:34)
9. Rachab (7:08)
10. Ziphim (10:19)

Total Time: 146:36

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


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giovedì 13 novembre 2008

Masada: Live In Jerusalem, 1994 (1999)


L'ensemble di Masada non ha alcun bisogno di presentazioni. Lo storico quartetto di free jazz/klezmer ha già pubblicato 10 dischi, i quali compongono il primo libro “Masada” (il quale, come preannunciato, avrà seguito nella serie “Book of Angels”, progetto molto differente, come vedremo): nel 1999 decidono di pubblicare, questa volta sotto Tzadik, alcune strabilianti performance live registrate nei loro tour in giro per il mondo. E tale serie viene inaugurata da quella che viene considerata fra le loro migliori performance in assoluto, ossia l'approdo nella città di Gerusalemme, in Israele (paese d'origine della musica klezmer).
Questa formidabile serie verrà annoverata da critica e pubblico fra i capolavori live del free jazz.

Every working band has magical nights – nights when everything fits together and the music takes off into the stratosphere.
The MASADA LIVE series documents these unforgettable concerts recorded in venues around the world, bringing these rare special moments to you in beautiful 2 CD packages.
This first set presents Masada’s historic visit to Israel, their first appearance at the world famous Jerusalem Festival. A very special moment in the life of one of the most exciting jazz groups working today. This is MASADA at their very best.

Essential informations will be given on next “Masada Live” postings


Tracklist:
Disc 1 (60:40)
1. Piram (9:52)
2. Bith-aneth (11:57)
3. Lachish (3:35)
4. Peliyot (7:11)
5. Hadasha (10:53)
6. Ravayah (3:35)
7. Zebdi (1:53)
8. Tirzah (8:07)
9. Hekhal (3:31)

Disc 2 (51:24)
1. Kanah (6:12)
2. Shilhim (2:39)
3. Ziphim (9:09)
4. Abidan (6:24)
5. Netivot (4:50)
6. Zelah (4:54)
7. Idalah-abal (5:44)
8. Jair (5:15)
9. Ashnah (6:10)

Total Time: 112:04

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


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martedì 11 novembre 2008

Music Romance, Vol. I: Music For Children (1998)


Primo di quella che almeno fino ad ora si presenta come una bizzarra trilogia, denominata “Music Romance”, “Music For Children” è un album molto curioso e vario: 8 brani estremamente diversi tra loro, senza nessuna apparente coesione. E' persino difficile credere al titolo, visto che gli unici brani di possibile ascolto per un bambino possono essere “Fils des etoiles” e la conclusiva “Sooki's Lullaby”, una melodia per solo carillon (Anthony Coleman).
Il resto è tutto un programma: i brani 2, 4 e 5 sono brevissimi frammenti composti ai tempi di “Torture Garden”, eseguiti da John Zorn e la band Prelapse (con cui collaborerà in futuro); la suite “Music for Children” è una oscura composizione da camera per violino (David Abel), piano (Julie Steinberg) e percussioni (William Winant), ideale per rappresentare un incubo infantile; l'istante di tregua è “Dreamer of dreams”, un delicato brano jazzy eseguito da Marc Ribot, Erik Friedlander e Greg Cohen.
Ma il pezzo forte arriva ora, “Cycle du nord”, dedicato al grande Edgar Varèse: tre “wind machines” e due sistemi di feedback, per 21 minuti dove Zorn sembra registrare un uragano nel deserto. Nonostante per quasi tutti gli ascoltatori possa risultare insopportabile, questo settimo brano rende il tutto ancora più provocante, sempre all'insegna dell'enigmatico (e ironico) titolo del disco.
Ora è necessario trarre delle conclusioni. Zorn questa volta ha deciso di metterci veramente alla prova. Possono alcuni brani thrash-noise (per alcuni disturbanti) e un jazz rilassante compensare la fatica di due suite così misteriose e al tempo stesso audaci? I casi sono due: se avete sempre affrontato ogni genere di follia zorniana, non avrete difficoltà ad apprezzare “Music for Children” nel suo complesso; se invece siete alle prime armi, o ancora non vi siete convinti dei vostri gusti, forse questo album non fa per voi. Di certo non è fra i più accessibili del compositore, e nemmeno tra i più belli: ma il mio consiglio, come sempre, è di non perdervelo, anche se poi non vi piacerà. Poiché un genio lo si può riconoscere sempre, anche nelle prove più faticose.

Music For Children is the first in a series of quirky collections that show Zorn's compositional genius at its most eclectic. 3 short never-heard-before Naked City compositions (written at the time of Torture Garden) performed by Zorn with the scorching Boston-based band Prelapse; a 20-minute electro-acoustic excursion for 3 wind machines and 2 controlled feedback systems dedicated to Edgar Varese, and a virtuosic classical chamber piece for violin, percussion and piano brilliantly performed by the award-winning Abel-Steinberg-Winant Trio. These are framed by a poly-rhythmic etude for percussion and celeste and a charming nostalgic lullaby for music box.


Tracklist:
1. Fils Des Etoiles (2:16)
2. This Way Out (1:10)
3. Music For Children (14:17)
4. Bikini Atoll (0:46)
5. Bone Crusher (0:38)
6. Dreamer Of Dreams (5:48)
7. Cycles Du Nord (20:54)
8. Sooki's Lullaby (3:17)

Total Time: 49:11

Line-up:
- David Abel / violin (3)
- Cyro Baptista / percussion, vocals (1)
- Greg Cohen / bass (6)
- Anthony Coleman / celeste (1), celeste music box (8)
- Erik Friedlander / cello (6)
- Jeff Hudgins / alto sax (2, 5)
- Dane Johnson / guitar (2, 5)
- Alex Lacamoire / keyboards (2, 5)
- Marc Ribot / guitar (6)
- Andy Sanesi / drums (2, 5)
- Julie Steinberg / piano (3)
- Mason Wendell / bass, vocals (2, 5)
- William Winant / percussion (3)
- John Zorn / alto sax (5), three wind machines and two acoustic feedback systems (7)


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sabato 8 novembre 2008

The Bribe (1998)


Concepito soltanto qualche mese dopo lo storico “Spillane”, “The Bribe” si propone come un'opera di “variazioni ed estensioni” del disco del 1987. La formazione infatti è pressappoco la stessa, e l'affiatamento è forse ancor superiore. I 26 frammenti, raggruppati in tre parti per un totale di quasi 80 minuti, si articolano in sfrenati swinging-jazz, sezioni ambient, qualche stralcio di noise ben organizzato e moltissimo altro. Le musiche altamente evocative permettono all'ascoltatore di costruire la trama di un immaginario film noir, dominato dalle profonde note di basso e orchestrazioni magistrali.
Difficile andare oltre nella descrizione di un disco così eclettico, che ad ogni cambio di ritmo sa emozionare sempre più, in un crescendo che può soltanto concludersi nella proclamazione di un nuovo capolavoro, forse ancora migliore del predecessore. Unico.

Written a few months after the session that created one of Zorn's most influential compositional masterpieces "Spillane," The Bribe is a major new discovery in the Zorn oeuvre. Recorded in the same style as "Spillane," with the same engineer, and very close to the same ensemble, these cues are not unlike an extended version of that classic piece. Created originally for three thirty minutes radio plays produced by Mabou Mines theater company back in 1986, this exciting music features lush moody orchestrations, swinging jazz, hard rock, groovy funk, noise, improvisations, exotic ambience and much, much more. With all the music squeezed onto one extended CD (over 76 minutes), The Bribe is one of Zorn's most eclectic and stimulating releases.


Tracklist:
Part 1 - Sliding on Ice
1. Gill's Theme (2:08)
2. Hydrant of the Vogue (0:41)
3. The Big Freeze (1:01)
4. Meters (2:24)
5. Bridge/Cocktails (4:06)
6. The Willies (1:01)
7. The Taxman Cometh (1:16)
8. Night Walk (1:09)
9. Skit Rhesus (2:43)
10. Boxer (0:59)
11. Trick or Treat (3:22)
12. The Latin Trip/Gill's Theme (3:34)
Part 2 - The Arrest
13. A Taste of Voodoo (3:20)
14. Inhaling the Image (1:49)
15. City Chase (3:27)
16. Dreams of the Red Chamber (11:38)
17. Rash Acts (1:30)
18. Chippewa (1:24)
19. The Hour of Thirteen (0:47)
20. Radio Mouth/Gill's Theme (3:01)
Part 3 - The Art Bar
21. Midnight Streets (3:58)
22. Victoria Lake (3:12)
23. Strip Central (5:26)
24. Pink Limousine (9:18)
25. Skyline (3:19)
26. Ordinary Lies/Gill's Theme (2:05)

Total Time: 78:38

Line-up:
- Anthony Coleman / piano, celeste, organ
- Marty Ehrlich / alto, tenor, bass clarinet
- Carol Emanuel / harp
- David Hofstra / acoustic and electric bass
- Wayne Horvitz / organ, keyboards
- Christian Marclay / turntables
- Ikue Mori / drum machines
- Zeena Parkins / electric and acoustic harp
- Bobby Previte / drums, percussion, vibes, timpani
- Robert Quine / electric guitar
- Reck / rhythm guitar
- Jim Staley / trombone
- John Zorn / alto saxophone


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mercoledì 5 novembre 2008

Aporias: Requia for Piano and Orchestra (1998)


Degno successore del celebre “Elegy”, questo “Aporias” va ad aggiungersi alla serie di musica da camera del grande John Zorn. Snodata in 10 movimenti per poco più di mezz'ora, questa “requia” progettata per piano e orchestra si mantiene sullo standard di classica contemporanea con cui Zorn ci ha già stupiti in passato: ma mentre i primi dischi si potevano considerare maggiormente sperimentali, quasi un “saggiare il terreno”, questo disco è già indicatore di una maturità sonora più elevata, di una sicurezza senza precedenti nel suddetto ambito. Eseguita dal pianista Stephen Drury e dall'American Composers Orchestra, quest'opera ha raggiunto un'approvazione molto vasta tra il pubblico professionista e non, oltre ad essere stata esportata in diversi paesi oltreoceano.
Tra momenti misteriosi, brillanti e impetuosi, “Aporias” si guadagna un posto d'onore nel catalogo di Zorn, il quale oramai può vantarsi d'aver superato anche la prova “musica classica”. Imperdibile.

An aporia is an impossible passage and this "Requia" pays tribute to the indomitable creative spirit that negotiates the aporia of life and death. Written for piano soloist, six boy sopranos and full orchestra, Aporias is John Zorn's most accomplished composition to date. Performed in Cologne, Vienna and at Carnegie Hall, this monumental piece, part piano concerto, part Requiem has been universally hailed by performers, composers and audience alike as a new vision of modern orchestral music. Performed here by pianist Stephen Drury, the Hungarian Radio Children's Choir and the American Composers Orchestra under the direction of Dennis Russell Davies, this premiere recording made under the supervision of the composer is an exhilarating experience filled with subtle detail, unusual instrumental colors and emotional power.


Tracklist:
1. Prelude (6:41)
2. Impetuoso (3:33)
3. Con Mistero (3:01)
4. Languendo (2:34)
5. Risentito (2:50) (*)
6. Freddamente (2:32)
7. Religioso (2:05)
8. Drammatico (4:53)
9. Postlude (4:22)
10. Coda (0:47)

Total Time: 33:18

Line-up:
- John Zorn / composer
- American Composers Orchestra / symphonic orchestra
- Dennis Russel Davies / conductor
- Stephen Drury / piano soloist
(*) on track 5
- William Drury / conductor
- William Manley, Craig McNutt, Robert Schultz, Gary Wallen / hand claps


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domenica 2 novembre 2008

Masada Vol. 10: Yod


Tracklist:
1. Ruach (4:07)
2. Kilayim (3:22)
3. Taltalim (6:46)
4. Hashmal (3:23)
5. Tevel (5:49)
6. Segulah (5:32)
7. Yechida (7:49)
8. Tzalim (3:21)
9. Nashim (4:39)
10. Abrakala (14:28)
11. Zevul (2:16)
Total Time: 61:34

Line-up:
- John Zorn / alto saxophone
- Dave Douglas / trumpet
- Greg Cohen / bass
- Joey Baron / drums


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domenica 26 ottobre 2008

The Circle Maker (1998)


Opera parallela a “Bar Kokhba”, il doppio “The Circle Maker” può essere considerato suo degno sequel, presentando anch'esso svariate reinterpretazioni del primo libro di Masada (fino ad allora 9 dischi) composto da John Zorn.
Gli arrangiamenti del primo disco “Issachar” sono tutti eseguiti dal Masada String Trio (Feldman/Friedlander/Cohen) e sono particolarmente dinamici, come nello stile tipico di questa strepitosa formazione. Il secondo disco viene invece affidato, come in origine, al Bar Kokhba Sextet (ovvero la formazione dello String Trio con l'aggiunta di Joey Baron, Marc Ribot e Cyro Baptista), che crea così una perfetta appendice al doppio disco di qualche anno prima.
Il risultato, va da sé, è strabiliante.


On The Circle Maker, Zorn has again exquisitely arranged his popular and adventurous Masada project for string trio and chamber ensemble. The first disc of this outstanding 2CD set, Issachar, features the Masada String Trio: Mark Feldman (violin), Erik Friedlander (cello) and Greg Cohen (bass). The passionate and evocative performances of these three virtuoso musicians shed new light on Zorn's book of inspiring compositions expanding the Jewish tradition. Disc two, Zevulun, features the Bar Kokhba Sextet: Cohen, Feldman and Friedlander, joined by the gifted Brazilian percussionist Cyro Baptista, guitar wizard Marc Ribot and jazz great Joey Baron on drums. This delightful set is a joyous and extraordinary celebration of Jewish music,The Circle Maker and Bar Kokhba are destined to become two of the most important releases of the late 20th century.


Tracklist:
Disc 1: Issachar (67:13)
1. Tahah (2:30)
2. Sippur (3:21)
3. Karet (1:21)
4. Hadasha (5:36)
5. Taharah (3:51)
6. Mispar (2:47)
7. Ratzah (4:36)
8. Zebdi (1:51)
9. Yatzah (8:14)
10. Malkhut (1:57)
11. Hodaah (3:49)
12. Elilah (3:21)
13. Meholalot (4:54)
14. Kochot (4:58)
15. Lachish (1:30)
16. Shidim (4:32)
17. Aravot (2:58)
18. Moshav (5:06)

Disc 2: Zevulun (54:50)
1. Lilin (6:58)
2. Hazor (4:45)
3. Kisofim (7:23)
4. Khebar (4:54)
5. Laylah (2:57)
6. Teli (4:14)
7. Tevel (4:27)
8. Eitan (2:02)
9. Ner Tamid (2:38)
10. Idalah-Abal (7:41)
11. Gevurah (6:51)

Total Time: 122:03

Line-up:
Disc 1: Masada String Trio
- Greg Cohen / bass
- Mark Feldman / violin
- Erik Friedlander / cello
Disc 2: Bar Kokhba Sextet
- Cyro Baptista / percussion
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Mark Feldman / violin
- Erik Friedlander / cello
- Marc Ribot / guitar


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giovedì 23 ottobre 2008

Film Works VIII: 1997 (1998)


Davvero interessante il contenuto di questo “Film Works VIII”, ovvero le colonne sonore per 2 lungometraggi molto diversi.
Le prime 11 tracce vengono composte per “Port of last resort” di Joan Grossman e Paul Rosdy, un documentario sulle esperienze di vita degli ebrei rifugiati a Shanghai per sfuggire alle persecuzioni naziste. Il contesto porta Zorn alla scelta del celebre Masada String Trio (Feldman/Friedlander/Cohen), accompagnato o sostituito in alcuni brani dalle chitarre di Marc Ribot, da una “pipa” (liuto cinese) e dal pianoforte di Anthony Coleman. In particolare il brano “Ruan” ci viene offerto in 3 versioni, in ognuna delle quali si alternano i tre elementi aggiuntivi al trio d'archi. Questi intensi brani potrebbero formare da soli un valido disco di klezmer davvero originale, che unisce sapientemente il sound israelita con quello orientale. Godibile al 100%.
Le altre dieci tracce sono invece destinate al film “Latin boys go to hell”, un porno-gay di Ela Troyano. Zorn assume perciò Cyro Baptista e Kenny Wollesen, entrambi percussionisti, per creare una musica molto d'atmosfera, che può essere caratterizzata da xilofoni o da tamburi africani d'ogni genere. Una colonna sonora non certo travolgente come la prima, ma ugualmente di ottima qualità, bizzarra e curiosa.
Ancora oggi questo ottavo capitolo è considerato tra i migliori della serie Film Works. Non perdetevelo.

Zorn's Masada music has never sounded as beautiful or as evocative as in this recording originally created for "Port Of Last Resort" - a film documentary about the Jewish refugees who escaped Nazi Germany by resettling to Shanghai. Augmenting the exciting Masada String Trio with the sensual pipa of Min Xiao-Fen, the versatile guitar of Marc Ribot and the ivory touch of Anthony Coleman's piano stylings, this music blends Jewish and Chinese themes in a way both touching and fresh. Also included is an exotic all-percussion score for Ela Troyano's quirky gay porno film "Latin Boys Go To Hell," featuring the bizarre sonorities and driving rhythms of Cyro Baptista and Kenny Wollesen.


Tracklist:
1. The Port of Last Resort: Teqiah (3:08)
2. The Port of Last Resort: Shanghai (2:36)
3. The Port of Last Resort: Emunim (3:36)
4. The Port of Last Resort: Ruan [Guitar Version] (4:36)
5. The Port of Last Resort: Ebionim (3:06)
6. The Port of Last Resort: Ahavah (3:44)
7. The Port of Last Resort: Ruan [Pipa Version] (3:39)
8. The Port of Last Resort: Livant (1:56)
9. The Port of Last Resort: Or Ne'erav (6:57)
10. The Port of Last Resort: Shanim (2:06)
11. The Port of Last Resort: Ruan [Solo Piano] (3:46)
12. Latin Boys Go to Hell: Deseo (2:29)
13. Latin Boys Go to Hell: Mentiras (2:17)
14. Latin Boys Go to Hell: Ansiedad (2:57)
15. Latin Boys Go to Hell: Locura (2:48)
16. Latin Boys Go to Hell: Sangre (1:03)
17. Latin Boys Go to Hell: Olvido (2:24)
18. Latin Boys Go to Hell: Engano (2:26)
19. Latin Boys Go to Hell: Traicion (2:26)
20. Latin Boys Go to Hell: Ilusion (2:45)
21. Latin Boys Go to Hell: Lagrimas (4:15)

Total Time: 65:00

Line-up:
Tracks 1-11:
Greg Cohen /bass
Anthony Coleman / piano
Mark Feldman / violin
Erik Friedlander / cello
Marc Ribot / guitars
Min Xiao-Fen / pipa

Tracks 12-21:
Cyro Baptista / percussion
Kenny Wollesen / drums, vibes, percussion


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domenica 19 ottobre 2008

Masada Vol. 9: Tet


Tracklist:
1. Chayah (9:33)
2. Karet (1:56)
3. Moshav (6:50)
4. Leshem (4:36)
5. Kochot (5:15)
6. Meholalot (8:50)
7. Kedushah (6:18)
8. Ner Tamid (4:07)
9. Acharei Mot (9:04)
10. Jachin (5:37)

Total Time: 62:18


Line-up:
- John Zorn / alto saxophone
- Dave Douglas / trumpet
- Greg Cohen / bass
- Joey Baron / drums



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Link part 1

Link part 2


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venerdì 17 ottobre 2008

Angelus Novus (1998)


“Angelus Novus” raccoglie quattro composizioni di classica da camera, eseguite alternativamente dai componenti del Callithumpian Consort of the New England Conservatory. Sono tutti brani particolarmente significativi per la carriera di Zorn, e ora vedremo perché.
Il disco comincia con “For your eyes only” (composta nel 1988), una sinfonia dai toni molto vari e di stampo decisamente moderno, dominata dai fiati e le percussioni. Richiede una grande attenzione da parte dell'ascoltatore, che forse non la apprezzerà da subito: ciò che gli sarà chiaro è il livello compositivo che fino a quel punto Zorn aveva raggiunto, una maturità davvero notevole.
“Christabel” è diviso in due parti, ed è ispirato alla poetica di Coleridge: questo brano è stato composto nel 1972, quando Zorn era ancora studente. La line-up qui vede un quintetto di flauti e una viola, i quali creano un'atmosfera di fantasia fatta di vento e sussurri delicati.
La terza composizione è “Carny” (1993), eseguita per piano solo da Stephen Drury. Nonostante talvolta possa sembrare che il pianista pesti la tastiera a caso, la maggior parte dei passaggi in questi 13 minuti è destinata ad un virtuosismo non da poco. Un pezzo appassionato e appassionante, un'esperienza imperdibile. Lo rivedremo successivamente nel disco “Cartoon S&M”, ma in una versione meno ispirata.
Infine, la title suite “Angelus Novus” si dirama in 5 movimenti eseguiti da un ottetto di fiati. Mentre i primi due movimenti sono curiosi e fugaci, il terzo assume una misteriosa delicatezza che ci affascina per 4 minuti e mezzo. Il quarto movimento riprende le trame del principio, mentre il quinto chiude in bellezza (e dolcezza). Bellissimo.
Forse un disco che non tutti potranno apprezzare al meglio, ma chi ci riuscirà lo conserverà volentieri nella propria memoria.

John Zorn has shown us many sides of his eclectic musical vision (some may think too many), but here is a side of Zorn's work that has pretty much remained hidden - his compositions for classical chamber ensembles. This CD marks the first in a series documenting these pieces, commissioned by some of the world's leading ensembles and appearing on CD for the first time.
The works here span over twenty years, and include Christabel, a student piece written in 1972 inspired by the romantic mystic poetry of Samuel Taylor Coleridge, the wind octet Angelus Novus composed for the world-renown Netherland's Wind Ensemble and dedicated to the Jewish cultural theorist Walter Benjamin, the dynamic chamber symphony For Your Eyes Only and Carny, a virtuosic solo piece that receives an impassioned and breathtaking performance by pianist Stephen Drury.
The Callithumpian Consort of the New England Conservatory (conducted by Stephen Drury) perform this challenging music with startling clarity and intensity on this CD that will surprise and delight Zorn fans and detractors alike.

Tracklist:
1. For Your Eyes Only (13:47)
2. Christabel, Part 1 (4:04)
3. Christabel, Part 2 (3:52)
4. Carny (12:43)
5. Angelus Novus: Peshat (2:05)
6. Angelus Novus: Tzomet (1:24)
7. Angelus Novus: Aliya (4:35)
8. Angelus Novus: Herut (1:46)
9. Angelus Novus: Pardes (2:54)

Total Time: 47:10

Line-up:
The Callithumpian Consort of the New England Conservatory (conducted by Stephen Drury)
For Your Eyes Only:
- Julianna Miller / flute
- Tania Tupper / oboe
- Michelle Montone / clarinet
- Minako Taguchi / bassoon
- Chris Still / trumpet
- Heinz-Karl Schwebel / trumpet
- Molly Pate / horns
- James Nickel / horns
- Chris Rozmarin / trombone
- Roger Clapp / tuba
- Jun Komatsu / piano
- Heather Kellgreen / harp
- Sean Mannion / percussion
- Scott Vincent / percussion
- Robert Schultz / percussion
- Haldan Martinson / violin
- Mina Saski / violin
- Christina Day / viola
- Walter Haman / cello
- Chris Burns / bass
Christabel:
- Stephanie Wagner / flute
- Cindy Kim / flute
- Beth Chandler / flute
- Ann Bobo / flute
- Gasper Hoyos / alto flute
- Ilana Schroeder / viola
Carny:
- Stephen Drury / piano
Angelus Novus:
- Kyoko Hida / oboe
- Izumi Nishizawa / oboe
- Bharat Chandra / clarinet
- Min-Ho Yeh / clarinet
- Robert McGrath / bassoon
- Minako Taguchi / bassoon
- James Nickel / french horn
- Daniel Shaud / french horn


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sabato 11 ottobre 2008

Masada Vol. 8: Het (1997)


Tracklist:
1. Schechem (11:25)
2. Elilah (4:38)
3. Kodashim (4:40)
4. Halom (2:00)
5. Ne'eman (9:56)
6. Abed-Nego (7:14)
7. Tohorot (4:39)
8. Mochin (6:37)
9. Amarim (4:28)
10. Khebar (4:40)
Total Time: 60:19

Line-up:
- John Zorn / alto sax
- Dave Douglas / trumpet
- Greg Cohen / bass
- Joey Baron / drums


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giovedì 9 ottobre 2008

Duras: Duchamp (1997)


“Duras: Duchamp” può essere definito sia come concept album che come tributo, in ogni caso è un lavoro rivolto alle figure dei due autori del titolo. Marguerite Duras, rivoluzionaria scrittrice romantica, Marcel Duchamp, contestatore e provocatore in ambito artistico: due icone estremamente importanti del Novecento francese e non solo, cui Zorn dedica composizioni accurate ed estremamente fini, quasi “cameristiche” nella loro intimità.
La suite “Duras” è divisa in 4 movimenti, per un totale di circa mezz'ora. Il “primo libro” ha uno sviluppo molto piacevole, partendo dalle sole percussioni, evolvendosi nelle lievi trame dei violini (Feldman, Cummins) fino alle prime note di pianoforte ed organo (Coleman, Medeski). 15 minuti intensi, seguiti da un brevissimo movimento per violino e percussioni, che smuovono l'atmosfera con una certa decisione. Il “troisième livre” riprende le fila del primo brano con la base organistica e un violino a seguito, insaporiti con le percussioni sempre delicate di Christian Bard e Jim Pugliese. Infine l'enigmatico epilogo, della stessa intensità del secondo movimento, e di durata poco superiore. Un'ottima chiusura per questa meravigliosa suite.
L'ultimo brano unico è invece quello dedicato al secondo artista, e prende il nome “Étant Donnés: 69 Paroxysms For Marcel Duchamp”: una composizione molto meno intimistica, tesa a sottolineare l'animo del controverso autore, il quale scandalizzò il pubblico di tutto il mondo, dando il via al contestato movimento dadaista. Questi interessanti 13 minuti vengono affidati ad un trio piuttosto curioso, che vede nuovamente Feldman e Jim Pugliese con l'aggiunta di Erik Friedlander al violoncello. Così, mentre le percussioni tendono sempre di più al noise, gli archi si muovono liberamente tra passaggi minimali e assoli avanguardistici piuttosto arditi. A tratti volutamente disturbante, “ Étant Donnés” riesce a suscitare l'ideale di “rottura” con la tradizione che Zorn attribuisce a Duchamp: un aspetto che metaforicamente accomuna i due autori, anche se in ambiti differenti.
“Duras: Duchamp” è quindi un disco di impatto sicuro sull'ascoltatore, facilmente paragonabile allo storico “Elegy” e anticipatore di futuri progetti di classica contemporanea, quali “Angelus Novus” e “Aporias”. Fondamentale.

France has been the birthplace of some of the greatest creative minds of the 20th Century. Duras:Duchamp is a tribute to two timeless figures who have forever changed our view of the world. Over thirty minutes in length, Duras is a major new composition inspired by the romantic writings of Marguerite Duras and the mystical music of Olivier Messiaen. Seductive, elusive, ritualistic. Duras is a hypnotic work of startling clarity and complexity. Étant Donnés is the perfect companion piece to Duras: a provocative noise trio inspired by the enigmatic last masterpiece of Marcel Duchamp, one of France's greatest conceptualists.

Tracklist:
Duras:
1. Premiere Livre (14:41)
2. Deuxieme Livre (0:51)
3. Troisieme Livre (16:46)
4. Epilogue (1:46)
Étant Donnés:
5. 69 Paroxysms For Marcel Duchamp (13:17)

Total Time: 47:21

Line-up:
Duras:
- Christian Bard / percussion
- Anthony Coleman / piano
- Cenovia Cummins / violin
- Mark Feldman / violin
- John Medeski / organ
- Jim Pugliese / percussion
Étant Donnés:
- Mark Feldman / violin
- Erik Friedlander / cello
- Jim Pugliese / percussion


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lunedì 6 ottobre 2008

Film Works VII: Cynical Hysterie Hour (1989-1997)


Originariamente pubblicato nel 1989 in Giappone, “Cynical Hysterie Hour” ha assunto la carica di film work nel 1997, quando è passato sotto la Tzadik. Zorn coglie quindi l'occasione per rispolverare, rifinire e diffondere questo divertente progetto, di cui avevamo avuto un assaggio nel “Film Work III”. La musica venne creata come accompagnamento ad alcuni shorts di Kiriko Kubo, all'interno di uno show anime. Perciò siamo di fronte a frammenti bizzarri, cartoonistici e quindi particolarmente simpatici nel loro evolversi. Nonostante la naturale facilità di ascolto, questo film work rimane estremamente complesso dal punto di vista compositivo, oltre a vantare una numerosa line-up, tra cui figurano Bill Frisell, Ikue Mori, Wayne Horvitz, Bobby Previte, Marc Ribot e tanti altri.
Purtroppo, come in pochissimi altri casi nella discografia di Zorn, il disco è davvero molto breve (meno di mezz'ora), ma certamente ci guadagna la godibilità di questo gioiellino, da riascoltare volentieri in varie occasioni. Eccezionale.

Released in Japan for only a few short months in 1990, this is the original music Zorn created for a series of four shorts by one of Japan's most endearing cartoonists: Kiriko Kubo. A long time champion of Warner Bros. cartoon composer Carl Stalling, Zorn considers this to be his finest and most personal take on cartoon music to date, a genre that has influenced him deeply. The all-star band includes Bill Frisell, Marc Ribot, Arto Lindsay, Robert Quine, Wayne Horvitz, Bobby Previte and Cyro Baptista.


Tracklist (1997 Tzadik Release):
Trip Coaster (1-6)
1. Hysteric Logo (0:24)
2. Walk to Park (2:10)
3. Coaster 2 (0:47)
4. Fighting Pirates (0:26)
5. Yakisoba (1:14)
6. Coaster Trip (1:39)
Ch ch change (7-11)
7. 1st Hit / 2nd Hit (0:27)
8. Punk Rock Hero (0:56)
9. Abacus Waltz (0:38)
10. Punk Rebel / Tsunta's Theme (3:36)
11. End Title (0:13)
Through the Night (12-15)
12. Through the Night (1:30)
13. Home Sweet Home (1:43)
14. Making Ramen at Midnight (0:32)
15. Scary Moonlight (1:55)
Bubblin' Singin' (16-23)
16. My Favourite Things (2:18)
17. Omlet Punk (0:20)
18. Classical (0:16)
19. Stink of an Onion (0:34)
20. Onion Samba (0:59)
21. Omlet Punk 2 (0:16)
22. My and My Hamburger / Final Samba (1:05)
23. Surfing Samba (1:10)

Total Time: 25:22

Line-up:
- Bill Frisell / electric guitar (1-6, 16-23), acoustic guitar (16-23), banjo (1-6, 16-23)
- Cyro Baptista / brazilian percussion (1-23)
- Kermit Driscoll / acoustic & electric bass (1-6)
- Carol Emanuel / harp (1-23)
- David Hofstra / acoustic & electric bass (7-23), tuba (12-23)
- Wayne Horvitz / keyboards (1-6)
- Jill Jaffee / violin (12-15), viola (12-15)
- Kiriko Kubo / vocal (16-23)
- Arto Lindsay / electric guitar (7-11), vocal (16-23)
- Christian Marclay / turntables (1-6)
- Ikue Mori / drum machine (12-15)
- Maxine Neuman / cello (12-15)
- Bobby Previte / drums, percussion (1-11, 16-23)
- Robert Quine / electric guitar (7-11, 16-23)
- Marc Ribot / electric guitar (7-15), banjo (7-15),acoustic guitar (12-15)
- Peter Scherer / keyboards (7-23)


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venerdì 3 ottobre 2008

Film Works IV: S/M + More (1997)


Ognuno dei cinque brani di questo film work è destinato ad una diversa opera cinematografica: ancora una volta i brani sono quindi molto vari e stilisticamente ben distinguibili.
Il primo brano, “Pueblo” (film di KimSu Theiler), è chiaramente influenzato dal sound western, con lunghi e vibranti accordi di chitarra che si disperdono in uno spazio infinito. A detta di Zorn, uno dei suoi brani preferiti, e se ne comprende il perché: 9 minuti estremamente intensi.
La seconda suite, che prende il nome dal film di Maria Beatty cui è destinata, in realtà è la “prima stesura” del brano che poi sarebbe stato rielaborato e pubblicato come “Redbird”. Perciò un'atmosfera piuttosto rarefatta, punteggiata dal violoncello di Erik Friedlander e dall'arpa di Carol Emanuel. L'ideale per un altro film sadomaso della regista.
“Credits Included” (di Jalal Toufic) ci coglie alla sprovvista con un'esplosione totalmente noise, diretta da Zorn in persona. I successivi momenti di quiete, vengono ritmati da alcune percussioni e resi melodici da fiati e delicati pizzichi di corde. Un brano fortemente sperimentale.
“Maogai” è al tempo stesso un brano tradizionale e non: nel senso che è una suite per solo piano, con tanto di variazioni, eseguita da Kuroda Kyoko per un film porno di Hiroke Yuichi. Per 6 minuti non vi sembrerà di ascoltare un album di Zorn, al limite un pezzo di Liszt. Splendido.
L'ultima colonna sonora, la più lunga del disco, è un esperimento mai provato prima dal compositore: si tratta infatti di un collage di samples creati al computer, con cui Zorn non ha mai avuto troppa confidenza. Bisogna però ammettere che il risultato è soddisfacente, e di sicuro ha combaciato bene col film cui il brano è legato.
In definitiva, un film work non del tutto riuscito, ma con alcuni momenti assolutamente imperdibili.

Volume 4 in Zorn's acclaimed and best-selling Filmworks series focuses on his work in the intriguing S&M film genre. Zorn's relationship with the S&M film community has sparked controversy, but the films he's been involved with have been screened by such respected establishments as the New York Film Festival, Asia Society, and the Sundance Festival. Included here are a solo sampler composition for Mn Sarah's A Lot Of Fun For The Evil One, a hypnotic trance piece for KimSu Theiler's Pueblo, a suite and variations for solo piano from Hiroke Yuichi's Japanese porno film Maogai (Sadistic City), an unusual sound-design for Lebanese writer Jalal Toufic's experimental documentary Credits Included, and the score for Maria Beatty's Elegant Spanking, which was a blueprint for Zorn's extended composition Redbird.


Tracklist:
1. Pueblo (9:04)
2. Elegant Spanking (14:22)
3. Credits Included (9:38)
4. Maogai (6:19)
5. A Lot Of Fun For The Evil One (17:48)

Total Time: 57:11

Line-up:
- Marc Ribot / guitar (1)
- Robert Quine / guitar (1)
- Anthony Coleman / organ (1)
- Chris Wood / bass (1)
- Cyro Baptista / percussion (1)
- Joey Baron / drums (1)
- Carol Emanuel / harp (2)
- Jill Jaffee / viola (2)
- Erik Friedlander / cello (2)
- Jim Pugliese / vibes, percussion (2)
- Kuroda Kyoko / piano (4)
- John Zorn / sound design, keyboards (3,5)


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