sabato 22 novembre 2008

Godard/Spillane (1999)


Le due suite che danno nome a questa raccolta sono gli esempi più puri della tecnica “file-card” di John Zorn compositore: questa tecnica consiste nel trascrivere frammenti musicali su carte, per poi riordinarle in modo più o meno logico, sino a formare un unico brano estremamente evocativo.
Il primo brano apparve per la prima volta nella raccolta “The Godard Fans: Godard ça vous chante?” (1986), fuori stampa già allora da un decennio. Si tratta perciò di un tributo al regista Jean-Luc Godard, cui Zorn è molto legato in senso artistico. Egli crea perciò un intenso collage sonoro, inframmezzato da parlati in lingua francese, con le musiche eseguite da Anthony Coleman, Bill Frisell, Bobby Previte e altri eccelsi artisti. Talvolta delicata, talvolta prorompente, la suite “Godard” è perfettamente in linea con lo stile che caratterizzerà la successiva.
“Spillane” infatti è stata incisa su disco nel 1986, e per i fan del compositore non ha alcun bisogno di presentazioni. Il disco dallo stesso titolo è stato uno dei maggiori successi commerciali e di critica per Zorn, il quale decide di riproporci questo splendido brano in versione rimasterizzata. Ed è sempre un brivido riascoltare quelle storiche note, ordinate saggiamente per formare un complesso sbalorditivo. (Per chi si fosse perso questa storica pubblicazione, si consiglia vivamente di recuperarla)
L'ultimo è un piccolo brano natalizio, apparso sulla compilation “Joyeux Noel – Merry Christmas Everybody!” (1987), anch'essa fuori stampa da molto. Si tratta di un breve medley creato sempre con la tecnica “file-card”, ma le atmosfere sono decisamente più orecchiabili delle precedenti. Un simpatico completamento di questa raccolta di brani eccezionali.
L'occasione perfetta per riprendere in mano due pezzi pressoché introvabili di Zorn, e anche di riassaporare la mitica suite di “Spillane”. Tutto eccellente.

Two of Zorn’s most influential compositions, one long out of print, now sound better than ever in this newly remastered critical edition, complete with detailed notes, session photos, reminiscences and more. A lot has been written about Zorn’s "file card" compositions, of which Godard and Spillane are the first and purest examples. Described as "aural movies," these exciting tributes to the life and work of two of the world’s most original and infamous artists feature many of Zorn’s most important musical colleagues: Bill Frisell, Fred Frith, Bobby Previte, Anthony Coleman, Christian Marclay, John Lurie, and Richard Foreman among others. Essential Zorn from the mid ’80s. Also included as a bonus: the rare and delightful Christmas track Blues Nöel.


Tracklist:
1. Godard (18:49)
2. Spillane (25:24)
3. Blues Nöel (5:53)

Total Time: 50:05

Line-up:
- Anthony Coleman / Piano, Organ, Celeste, Harpsichord (1, 2, 3)
- Carol Emanuel / Harp (1, 2)
- Bill Frisell / Guitars, Banjo (1, 2)
- Christian Marclay / Turntables (1)
- Bobby Previte / Drums, Percussion (1, 2) Timpani (2)
- David Weinstein / Sampling, Keyboards (1, 2, 3)
- John Zorn / Reeds, French Narration (1) Alto Sax (2, 3) Clarinet (2)
- Luli Shioi / Voice, Japanese Narration (1)
- Richard Foreman / English Narration (1)
- David Hofstra / Bass, Tuba (2)
- Bob James / Tapes, Compact Discs (2)
- Jim Staley / Trombone (2)
- John Lurie / Voice of Mike Hammer (2)
- Robert Quine / Voice of Mike Hammer's Conscience (2)
- Michael Blair / Percussion, Voice (3)
- Fred Frith / Guitars, Bass (3)
- Ikue Mori / Drum Machine, Voice (3)


Download:



Buon ascolto!

mercoledì 19 novembre 2008

The String Quartets (1999)


Questo album ha l'onore di essere il primo a raccogliere i quartetti d'archi di Zorn, tre dei quali originariamente commissionati dal Kronos Quartet. La visionarietà delle composizioni, unita alla strabiliante performance del quartetto “DeSade” (Hammann / Feldman / Martin / Friedlander) rende questo disco, oltre che indimenticabile, assolutamente unico nella discografia del nostro beniamino. Zorn decide di spingersi oltre ogni limite consentito, e la forma quartetto gli permette di mettere in luce quella che, a detta sua, è sempre stata la sua maggiore fonte di ispirazione: la musica classica.
I primi tredici minuti, ovvero il brano “Cat O' Nine Tails” (1988), sono già di per sé spiazzanti: non c'è un istante di respiro, le corde dei violini vengono massacrate in fraseggi inquietanti, alternati con pizzicate enigmatiche. Una vera furia, che si acquieta a fatica solamente nel terrificante finale.
Seguono i tredici frammenti del secondo pezzo (pare che in origine fossero delle “miniature” hardcore, successivamente adattate per quartetto d'archi): Zorn immagina “The Dead Man” (composto nel primo periodo dei Naked City) come una sorta di “colonna sonora” a brevi scene sadomaso, e l'ascoltatore non farà certo fatica a crederci. C'è una passione insana in questi piccoli brani, giustamente contrassegnati da diversi termini di riconoscimento: non vi è infatti uno soltanto dei 13 pezzi che somigli ad un altro, ognuno di essi escogita nuovi sentieri espressivi, veramente appassionanti.
Le cose si complicano, e non poco, col brano “Memento Mori” (1992), dedicato all'artista Ikue Mori, e dichiarato da Zorn stesso un pezzo di difficile ascolto. Esso dura ben 30 minuti, durante i quali le variazioni di tono si sprecano: si incomincia con una melodia appena udibile, per passare ad un triste fraseggio di violino, per poi esplodere in una breve eruzione di suono. L'imprevedibilità è ai massimi livelli in questa poderosa suite, che Zorn rivelerà essere autobiografica, costruita su temi quali l'amore perduto e la triste esistenza dello studente. Un brano dunque che proviene direttamente dal più profondo dell'animo, sebbene notevolmente “ermetico”. Ciononostante rimane tuttora uno dei traguardi più importanti di tutta la sua carriera.
Il brano conclusivo, “Kol Nidre” (1996), non commissionato, costituisce la dimensione più spirituale di questi esplosivi quartetti: lontanamente ispirato alle sonorità ebraiche, si tratta del pezzo più accessibile della raccolta, funereo ma emozionante dall'inizio alla fine. Una melodia minimale che ci sembrerà finire troppo presto, dopo la concentrazione cui ci hanno sottoposto le suite precedenti.
“The String Quartets” può essere definito un “capolavoro per pochi”, quei pochi che da sempre considerano Zorn un genio, senza riserve.

At last all four of Zorn's infamous compositions for string quartet are available on CD! Originally commissioned by the world-renown Kronos Quartet, three of these pieces are recorded here for the first time. From the cartoon/montage qualities of the popular "Cat O'Nine Tails," to the S/M poetry of "The Dead Man," the hermetic philosophy of "Memento Mori" and the spiritual transcendence of "Kol Nidre," these four quartets take on and challenge the tradition of classical string quartets from Beethoven, Bartók, Webern, Carter and Ferneyhough, forging an exciting new world of their own. Performed by an exciting new quartet of Zorn veterans and new music virtuosos, Zorn's unique compositional voice shines like never before.


Tracklist:
1. Cat O' Nine Tails (13:56)
2. The Dead Man: Variations (1:04)
3. The Dead Man: Sonatas (0:41)
4. The Dead Man: Manifesto (0:49)
5. The Dead Man: Fanfare (0:56)
6. The Dead Man: Meditation (0:53)
7. The Dead Man: Rondo (0:47)
8. The Dead Man: Romance (0:30)
9. The Dead Man: Blossoms (1:07)
10. The Dead Man: Fantasy (0:52)
11. The Dead Man: Folio (1:15)
12. The Dead Man: Nocturne (1:38)
13. The Dead Man: Etude (0:40)
14. The Dead Man: Prelude (1:22)
15. Memento Mori (29:22)
16. Kol Nidre (8:23)

Total Time: 64:15

Line-up:
- Mark Feldman / 2nd violin, 1st violin (1)
- Erik Friedlander / cello
- Joyce Hammann / 1st violin
- Lois Martin / viola


Download:



Buon ascolto!

domenica 16 novembre 2008

Masada: Live in Taipei, 1995 (1998)


Recorded at the Crown Theatre in Taipei (Taiwan)

Of all the concerts Masada has performed in the past six years, their run in Taipei stands out as perhaps their most exciting. Everyone was on fire during those nights and the excitement generated by the audience seemed to feed the band to a magical level of creativity and inspiration. Masada’s live shows have become legendary, but none more than these three extraordinary shows recorded at Crown Theater in Taiwan’s capital city of Taipei. An absolutely essential document of one of the world’s most exciting working bands.


Tracklist:
Disc 1 (73:34)
1. Gevurah (12:38)
2. Ach'shaph (2:41)
3. Mahshav (7:09)
4. Shebuah (12:06)
5. Shilhim (2:45)
6. Idalah-abal (8:25)
7. Mikreh (10:45)
8. Yoreh (7:42)
9. Tekufah (9:17)

Disc 2 (73:02)
1. Debir (9:17)
2. Sheloshim (8:11)
3. Katzatz (2:47)
4. Hadasha (11:21)
5. Lachish (2:25)
6. Midbar (9:08)
7. Evel (5:46)
8. Hafla'ah (6:34)
9. Rachab (7:08)
10. Ziphim (10:19)

Total Time: 146:36

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


Download:




Buon ascolto!

giovedì 13 novembre 2008

Masada: Live In Jerusalem, 1994 (1999)


L'ensemble di Masada non ha alcun bisogno di presentazioni. Lo storico quartetto di free jazz/klezmer ha già pubblicato 10 dischi, i quali compongono il primo libro “Masada” (il quale, come preannunciato, avrà seguito nella serie “Book of Angels”, progetto molto differente, come vedremo): nel 1999 decidono di pubblicare, questa volta sotto Tzadik, alcune strabilianti performance live registrate nei loro tour in giro per il mondo. E tale serie viene inaugurata da quella che viene considerata fra le loro migliori performance in assoluto, ossia l'approdo nella città di Gerusalemme, in Israele (paese d'origine della musica klezmer).
Questa formidabile serie verrà annoverata da critica e pubblico fra i capolavori live del free jazz.

Every working band has magical nights – nights when everything fits together and the music takes off into the stratosphere.
The MASADA LIVE series documents these unforgettable concerts recorded in venues around the world, bringing these rare special moments to you in beautiful 2 CD packages.
This first set presents Masada’s historic visit to Israel, their first appearance at the world famous Jerusalem Festival. A very special moment in the life of one of the most exciting jazz groups working today. This is MASADA at their very best.

Essential informations will be given on next “Masada Live” postings


Tracklist:
Disc 1 (60:40)
1. Piram (9:52)
2. Bith-aneth (11:57)
3. Lachish (3:35)
4. Peliyot (7:11)
5. Hadasha (10:53)
6. Ravayah (3:35)
7. Zebdi (1:53)
8. Tirzah (8:07)
9. Hekhal (3:31)

Disc 2 (51:24)
1. Kanah (6:12)
2. Shilhim (2:39)
3. Ziphim (9:09)
4. Abidan (6:24)
5. Netivot (4:50)
6. Zelah (4:54)
7. Idalah-abal (5:44)
8. Jair (5:15)
9. Ashnah (6:10)

Total Time: 112:04

Line-up:
- John Zorn / saxophone
- Joey Baron / drums
- Greg Cohen / bass
- Dave Douglas / trumpet


Download:



Buon ascolto!

martedì 11 novembre 2008

Music Romance, Vol. I: Music For Children (1998)


Primo di quella che almeno fino ad ora si presenta come una bizzarra trilogia, denominata “Music Romance”, “Music For Children” è un album molto curioso e vario: 8 brani estremamente diversi tra loro, senza nessuna apparente coesione. E' persino difficile credere al titolo, visto che gli unici brani di possibile ascolto per un bambino possono essere “Fils des etoiles” e la conclusiva “Sooki's Lullaby”, una melodia per solo carillon (Anthony Coleman).
Il resto è tutto un programma: i brani 2, 4 e 5 sono brevissimi frammenti composti ai tempi di “Torture Garden”, eseguiti da John Zorn e la band Prelapse (con cui collaborerà in futuro); la suite “Music for Children” è una oscura composizione da camera per violino (David Abel), piano (Julie Steinberg) e percussioni (William Winant), ideale per rappresentare un incubo infantile; l'istante di tregua è “Dreamer of dreams”, un delicato brano jazzy eseguito da Marc Ribot, Erik Friedlander e Greg Cohen.
Ma il pezzo forte arriva ora, “Cycle du nord”, dedicato al grande Edgar Varèse: tre “wind machines” e due sistemi di feedback, per 21 minuti dove Zorn sembra registrare un uragano nel deserto. Nonostante per quasi tutti gli ascoltatori possa risultare insopportabile, questo settimo brano rende il tutto ancora più provocante, sempre all'insegna dell'enigmatico (e ironico) titolo del disco.
Ora è necessario trarre delle conclusioni. Zorn questa volta ha deciso di metterci veramente alla prova. Possono alcuni brani thrash-noise (per alcuni disturbanti) e un jazz rilassante compensare la fatica di due suite così misteriose e al tempo stesso audaci? I casi sono due: se avete sempre affrontato ogni genere di follia zorniana, non avrete difficoltà ad apprezzare “Music for Children” nel suo complesso; se invece siete alle prime armi, o ancora non vi siete convinti dei vostri gusti, forse questo album non fa per voi. Di certo non è fra i più accessibili del compositore, e nemmeno tra i più belli: ma il mio consiglio, come sempre, è di non perdervelo, anche se poi non vi piacerà. Poiché un genio lo si può riconoscere sempre, anche nelle prove più faticose.

Music For Children is the first in a series of quirky collections that show Zorn's compositional genius at its most eclectic. 3 short never-heard-before Naked City compositions (written at the time of Torture Garden) performed by Zorn with the scorching Boston-based band Prelapse; a 20-minute electro-acoustic excursion for 3 wind machines and 2 controlled feedback systems dedicated to Edgar Varese, and a virtuosic classical chamber piece for violin, percussion and piano brilliantly performed by the award-winning Abel-Steinberg-Winant Trio. These are framed by a poly-rhythmic etude for percussion and celeste and a charming nostalgic lullaby for music box.


Tracklist:
1. Fils Des Etoiles (2:16)
2. This Way Out (1:10)
3. Music For Children (14:17)
4. Bikini Atoll (0:46)
5. Bone Crusher (0:38)
6. Dreamer Of Dreams (5:48)
7. Cycles Du Nord (20:54)
8. Sooki's Lullaby (3:17)

Total Time: 49:11

Line-up:
- David Abel / violin (3)
- Cyro Baptista / percussion, vocals (1)
- Greg Cohen / bass (6)
- Anthony Coleman / celeste (1), celeste music box (8)
- Erik Friedlander / cello (6)
- Jeff Hudgins / alto sax (2, 5)
- Dane Johnson / guitar (2, 5)
- Alex Lacamoire / keyboards (2, 5)
- Marc Ribot / guitar (6)
- Andy Sanesi / drums (2, 5)
- Julie Steinberg / piano (3)
- Mason Wendell / bass, vocals (2, 5)
- William Winant / percussion (3)
- John Zorn / alto sax (5), three wind machines and two acoustic feedback systems (7)


Download:

Link [Sharebee]

or

other Link [Rapidshare]


Buon ascolto!