giovedì 31 luglio 2008

Film Works 1986-1990 (1992_1997)


Questo è il primo capitolo di una serie che avrà molta fortuna col passare degli anni: è nel 1986 infatti che Zorn decide di occuparsi di colonne sonore per film underground o sperimentali, e nel 1992 raccoglie le sue prime composizioni per il cinema, denominate Film Works. Servendosi di una tre diverse line-up (tra cui figurano, nel primo film, Marc Ribot e Arto Lindsay alle chitarre), il nostro architetta sculture sonore estremamente coinvolgenti, mantenendosi sulle righe jazzy-blues dei lavori precedenti (vedi “Spillane”). Invadendo l'ambito audiovisivo, Zorn riesce a trovare nuove ispirazioni fornite dalle pellicole, evolvendo nel suo stile avanguardistico.
Questi primi tre gruppi di estratti costituiscono il fondamento di una lunga serie di colonne sonore, che oggi sta per giungere al suo ventesimo volume!
Fuori stampa per diversi anni, venne ripubblicato nel 1997 sotto Tzadik, con l'aggiunta di una bonus track: la breve interpretazione zorniana de “Il buono, il brutto e il cattivo”. Un gioiello imperdibile.


Tracklist
:
White And Lazy
1. Main Title (0:55)
2. Homecoming (1:15)
3. The Heist (3:20)
4. Meat Dream (1:15)
5. Phone Call (0:50)
6. End Title (1:59)
The Golden Boat
7. Fanfare (0:30)
8. Theme (2:59)
9. Jazz I (2:51)
10. Horror Organ (1:06)
11. Mexico (1:56)
12. Mood (3:17)
13. Rockabilly (2:01)
14. Slow (2:47)
15. Jazz Oboes (2:33)
16. The Golden Boat (Turntable Mix) (2:58)
17. End Titles (2:53)
18. The Good, The Bad And The Ugly (1:04)
She Must Be Seeing Things
19. Main Title (1:04)
20. Swirling Shot (1:20)
21. Homecoming (3:22)
22. Catalina Flash (0:28)
23. Seduction (4:54)
24. Sex Shop Boogaloo (2:47)
25. Catalina Escapes (1:11)
26. Worms (1:04)
27. Death Waltz Fantasy (1:24)
28. Following Sequence (3:03)
29. Movie Set (1:20)
30. Climax (2:55)
31. Going To Dinner (2:38)
32. End Titles (3:27)

Total Time: 66:08

Line-up:
Tracks 1-6:
- Robert Quine / guitar
- Arto Lindsay / guitar, vocals
- Melvin Gibbs / bass
- Anton Fier / drums
- Carol Emanuel / harp
- David Weinstein / keyboards
- Ned Rothenberg / bass clarinet
Tracks 7-17:
- Vicki Bodner / oboe
- John Zorn / alto saxophone
- Robert Quine / guitar
- Anthony Coleman / keyboards
- Carol Emanuel / harp
- David Shea / turntable, vocals
- Mark Dresser / bass
- Cyro Baptista / brazilian percussion
- Robert Previte / drums, marimba
Track 18:
- Robert Quine / guitar
- Bill Frisell / guitar
- Fred Frith / bass
- Wayne Horvitz / Hammond organ
- David Weinstein / keyboards
- Carol Emanuel / harp
- Robert Previte / drums, percussion, vocal
Tracks 19-32:
- Shelley Hirsch / voice
- John Zorn / alto saxophone
- Marty Ehrlich / tenor, clarinet
- Tom Varner / French horn
- Jim Staley / trombone
- Bill Frisell / guitar- Carol Emanuel / harp
- Anthony Coleman / piano, organ, celeste, harpsichord
- Wayne Horvitz / Hammond organ, piano, DX7
- David Weinstein / mirage, CZ101 key-boards
- David Hofstra / bass
- Nana Vasconcelos / brazilian percussion
- Robert Previte / drums, percussion, vibes, timpani, orchestra bells


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Painkiller: Guts Of A Virgin/Buried Secrets (1991)






Painkiller è un progetto contemporaneo a Naked City, e può essere considerato il suo fratello minore. Se nella prima grande formazione avevamo musicisti particolarmente talentuosi e conosciuti nella cerchia avant-garde, in Painkiller i musicisti sono soltanto tre, ma ugualmente di grande impatto. Oltre a Zorn questa volta incontriamo Bill Laswell al basso elettrico e alla batteria (e voce - wow!) una star del grindcore, Mick Harris dei Napalm Death.
I primi due EP di questa formazione, ovvero “Guts Of A Virgin” e “Buried Secrets”, furono registrati nel 1991 e riediti in un solo disco nel 1998. Per questo motivo ho deciso di pubblicarli assieme.
La miscela qui ottenuta dà certamente più spazio alla vena grind, che viene esibita in brani talvolta più cadenzati, talvolta in una frenesia assoluta. Il vortice metal dei Painkiller è di forte impatto, grazie anche alla voce che non ha più le connotazioni avanguardistiche di Yamantaka Eye, ma che è vera e propria componente del suono hardcore; il solo elemento che li distingue dalla normalità è il sassofono, sempre più folle nelle sue sfumature. Chi ha amato ogni aspetto dei Naked City troverà nuovi orizzonti, che non necessariamente potrà apprezzare, ma che troverà come minimo spiazzanti. Sia i fan di Zorn, sia quelli dei Napalm Death (la cui influenza è piuttosto chiara) saranno accontentati senza dubbio alcuno.
Un altro paio di straordinari capitoli estremi firmati dal nostro John.

Tracklist:
Guts Of A Virgin
1. Scud Attack
2. Deadly Obstacle Collage
3. Damage To The Mask
4. Guts Of A Virgin
5. Handjob
6. Portent
7. Hostage
8. Lathe Of God
9. Dr. Phibes
10. Purgatory Of Fiery Vulvas
11. Warhead
12. Devil's Eye

Total time: 24 minuti circa

Buried Secrets
01. Tortured Souls
02. One-Eyed Pessary
03. Trailmarker
04. Blackhole Dub
05. Buried Secrets
06. The Ladder
07. Executioner
08. Black Chamber
09. Skinned
10. The Toll

Total time: 27 minuti circa

Line-up
:
- John Zorn / alto saxophone
- Bill Laswell / bass
- Mick Harris / drums, vocals
Guest Musicians on “Buried Secrets”:
- Justin Broadrick (Tracks 5,10): guitar, drum machine, vocals
- G.C. Green (Tracks 5,10): bass


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sabato 19 luglio 2008

Naked City Live, Vol. 1: Knitting Factory 1989 (2002)


Finora questo può essere considerato l'unico disco live ufficiale dei Naked City. Nonostante esso sia targato come “volume 1”, in realtà non ha ancora visto nessun successore dal 2002, anno di pubblicazione; l'esibizione venne registrata nel 1989 al Knitting Factory di New York, un famoso jazz club che 5 anni dopo avrebbe ospitato anche l'ensemble di “Cobra”.
I nostri eseguono così, uno dopo l'altro, quelli che sono divenuti i “classici” del loro progetto, cioè in sostanza i brevi pezzi del primo storico album: dagli accattivanti blues di “Batman” o “Shot in the dark” fino ai più assordanti estratti hardcore come “Igneous Ejaculation” e “Hammerhead”. L'unica pecca è la mancanza di Yamantaka Eye alle voci, così che gli sfrenati pezzi thrash vengono affidati solo alle “grida” del sassofono di Zorn; la miscela non perde comunque un minimo di carica. Ogni nuovo riff è un'emozione rinnovata e rafforzata dall'affiatamento del gruppo, forse anche più che in studio. La registrazione è totalmente incentrata sugli strumenti, infatti nelle pause gli applausi del pubblico sono appena udibili; in questo modo l'esibizione assume un tono nitido che restituisce l'emozione di quella serata di 20 anni fa. Un piacevole corollario per completare la nostra serie di dischi firmati Naked City.


Tracklist
:
1. Batman (2:07)
2. Latin Quarter (4:05)
3. You Will Be Shot (1:23)
4. Shot in the Dark (3:31)
5. Skatekey (1:05)
6. Erotico (5:24)
7. Snagglepuss (2:11)
8. I Want to Live (1:58)
9. N.Y. Flat Top Box (0:43)
10. Inside Straight (8:13)
11. Chinatown (6:04)
12. Igneous Ejaculation (0:22)
13. Ujaku (0:30)
14. Blood Duster (0:17)
15. Hammerhead (0:11)
16. Speedball (0:44)
17. Obeah Man (0:18)
18. Den of Sins (1:19)
19. Demon Sanctuary (0:55)
20. The Way I Feel (10:37)

Total Time: 51:57

Line-up:
- Bill Frisell / guitars
- Joey Baron / drums
- Wayne Horvitz / keyboards
- John Zorn / alto saxophone
- Fred Frith / bass


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venerdì 18 luglio 2008

Naked City: Black Box (1992)

Torture Garden (1991)
Leng Tch'e (1992)


“Torture Garden” e “Leng Tch'e” sono i due figli minori del progetto Naked City: molto meno conosciuti dei classici dischi in studio, questi due lavori sono stati riuniti in una “Black Box” venduta indivisibilmente. Questi side-chapters possono essere considerati la risposta a coloro che interpretavano Naked City come “jazz-thrash”, che amavano quei brevi brani sfrenati e folli. Perciò chi li trovava meno piacevoli rispetto ai brani più blueseggianti, eviti accuratamente questi due episodi, che raccolgono le ispirazioni più orrorifiche del compositore Zorn
L'effetto creato da “Torture Garden” è spiegato già dal titolo: una serie rapida e fracassona di piccoli pezzi, che formano insieme una sorta di tortura auditiva interminabile (ma che in realtà arriva solo a circa 26 minuti). Ascoltandolo potrete comprendere meglio il fatto che essi siano stati ispirati dal alcune immagini pornografiche di sadomasochismo giapponese! Zorn ha voluto quindi togliersi di dosso le sue peggiori “intenzioni” e riversarle in questo sconvolgente (quanto, a mio parere affascinante) album. Come un chimico, egli ha mescolato piccoli tagli di diverso genere (dal free jazz al lounge, dal western al pop) formando un collage semplicemente magnifico nella sua complessità.
Da non perdere per chi è già stato affascinato da questo innovativo genere, comprese le grida di Yamantaka Eye e gli alienanti squarci sassofonistici.
Similarmente, “Leng Tch'e” nasce da alcune fotografie di un'esecuzione pubblica in Cina, di cui fa parte anche una fase prolungata di tortura. Zorn crea perciò un solo lungo brano di 30 minuti, che ha una costruzione totalmente differente da “Torture Garden”. Esso ha infatti l'intento di simulare la lenta agonia, le allucinazioni e i dolori lancinanti causati dalla tortura, e infine dalla morte vera e propria. Ed è incredibile constatare come la tensione e gli acuti suoni del disco riescano nell'impresa, in un climax ascendente di gran caos elettrico. “Leng Tch'e” diventa quindi la più curiosa forma sperimentale di Naked City, il cui progetto assume così una forma definitiva.
Questi due lavori sono perciò fondamentali per completare l'intera opera del geniale gruppo, che in pochi dischi ha riassunto la propria poetica maledetta, e ha sfogato i suoi incubi più reconditi. E' questa “Black Box”, io credo, a rendere Naked City imprescindibile per gli amanti dell'avantgarde.


Tracklist:
Torture Garden
1. Blood Is Thin
2. Demon Sanctuary
3. Thrash Jazz Assassin
4. Dead Spot
5. Bonehead
6. Speedball
7. Blood Duster
8. Pile Driver
9. Shangkuan Ling-Feng
10. Numbskull
11. Perfume Of A Critic's Burning Flesh
12. Jazz Snob Eat Shit
13. The Prestidigitator
14. No Reason To Believe
15. Hellraiser
16. Torture Garden
17. Slan
18. Hammerhead
19. The Ways Of Pain
20. The Noose
21. Sack Of Shit
22. Blunt Instrument
23. Osaka Bondage
24. Igneous Ejaculation
25. Shallow Grave
26. Ujaku
27. Kaoru
28. Dead Dread
29. Billy Liar
30. Victims Of Torture
31. Speedfreaks
32. New Jersey Scum Swamp
33. S & M Sniper
34. Pigfucker
35. Cairo Chop Shop
36. Fuck The Facts
37. Obeah Man
38. Facelifter
39. N.Y. Flat Top Box
40. Whiplash
41. The Blade
42. Gob Of Spit
Total Time: 26:00 circa

Leng Tch'e
1. Leng Tch'e (31:37)


Line-up:

- Yamantaka Eye / voice
- Bill Frisell / guitars
- Joey Baron / drums
- Wayne Horvitz / keyboards
- John Zorn / alto saxophone
- Fred Frith / bass


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Buon ascolto!

giovedì 17 luglio 2008

Comunicazione di servizio - Service Communication

A causa di recenti disagi riguardanti commenti poco lusinghieri (e tantomeno piacevoli), mi vedo costretto a limitare la possibilità di lasciare opinioni SOLO agli utenti registrati (anche con OpenID, e non necessariamente Google Accounts).
E' una scelta che mi fa poco piacere, visto che ogni tanto ricevo dei commenti gentili anche da utenti anonimi. Ma penso anche che questo disguido costituisse un'offesa non solo a me, ma anche a voi, fedeli blogger che stimo tanto; non permetterò che qualcuno infanghi il vostro buon cuore con qualche goliardata infantile.
Lamentatevi col responsabile del disagio.

Grazie della comprensione.
paloz



Due to some recent unpleasant comments, I'm forced to limitate the possibility to leave an opinion ONLY to registered users (also OpenID users, not only Google Accounts). It's an unhappy decision, because some anonymous users often leave courteous messages. But I think that this miscarriage would have offended not only me, but also you, my beloved bloggers and collaborators; I won't permit some stupid guy to offend you in any possible way.
This is not my fault, complain with the responsible of the trouble.

Thank you for understanding.
paloz